Diritti tv: Coppa Italia alla Rai, la serie A in stand by

Fotografia: Diritti tv, tutto da decidere per la serie A (Di CCat82/Shutterstock)

Giornata animata per i diritti televisivi del calcio relativi al campionato e alla Coppa Italia. Ad aprire le danze è stata la sfida fra Rai e Mediaset per i diritti della coppa nazionale che resteranno a viale Mazzini: la tv di Stato l’ha spuntata su Mediaset offrendo, secondo quanto si apprende, 35,5 milioni per l’intero pacchetto (compresa la Supercoppa e i diritti radiofonici) a fronte dei 33 milioni di euro proposti dal Biscione.

Non arriverà oggi la decisione del Tribunale di Milano, chiamato a stabilire se revocare la sospensione d’urgenza del bando di Mediapro per la vendita dei diritti tv della Serie A o accogliere le istanze di Sky, confermando il provvedimento del 16 aprile. Secondo quanto si è appreso, il giudice Claudio Marangoni, presidente della Sezione impresa del Tribunale di Milano, dovrebbe depositare il suo provvedimento domani o più probabilmente mercoledì. Se il magistrato dovesse accogliere la richiesta di revoca della sospensione, avanzata da Mediapro, il bando tornerebbe operativo. Altrimenti nel caso di conferma della sospensiva, ottenuta da Sky a metà aprile, nelle sue motivazioni Marangoni indicherà gli aspetti critici o illegittimi, di cui la società spagnola dovrebbe tenere conto nell’eventuale stesura di un nuovo invito a offrire per i diritti tv del campionato.

Intanto, arrivano i primi commenti dei protagonisti della massima serie. “Negli ultimi 8 anni, parlando della Lega di A – ha commentato con disappunto Urbano Cairo, presidente del Torino –  il calcio italiano ha fatto grandi passi indietro. Eravamo a una incollatura dai valori della Premier League per i diritti tv, oggi siamo dietro Liga spagnola e Bundesliga tedesca. Quindi direi che molto è mancato. E in Federcalcio sento rumore di insoddisfazione da parte di tutte le componenti“.

Ci sono diverse cose da sistemare – ha aggiunto – Per esempio, Lega e Figc sono commissariate da tre mesi. Il personaggio giusto lo avevamo identificato in Javier Medrano Tebas, questo avvocato spagnolo che da dirigente della Liga aveva contribuito a triplicare i diritti televisivi. Se la Lega fosse stata una mia azienda lo avrei messo immediatamente sotto contratto: purtroppo aspettammo perché Malagò era ai Giochi invernali. Quando in Spagna hanno saputo che Tebas era vicino a firmare con noi, si sono riuniti e in tre giorni 35 squadre su 40 hanno votato il raddoppio del suo stipendio. Scegliere il manager giusto per una attività è fondamentale. Tebas aveva cinque anni di esperienza come presidente, con altri 10 come vice. Era perfetto“.

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