Diffusione dell’e-commerce: Italia in forte ritardo

Fotografia: Italia indietro negli acquisti on line (ANSA)

Leggendo i dati positivi del mercato italiano degli smartphone, in controtendenza rispetto al calo di quello europeo (+10,9% contro -6,3%), si potrebbe pensare che i nostri connazionali siano particolarmente vivaci sul web.

Magari è così ma non per quanto riguarda gli acquisti online di beni e servizi. Negli ultimi 12 mesi solo il 32% degli italiani avrebbe comprato sul web, un dato che colloca il nostro Paese al quint’ultimo posto di questa particolare classifica europea, al pari di Cipro e appena sopra la Croazia (29%), la Bulgaria (18%) e la Romania (16%). E’ quanto emerge da una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, realizzata su elaborazione di dati Eurostat.

Ai vertici della graduatoria 2017, si collocano i consumatori di Regno Unito (82%), Svezia (81%), Danimarca e Lussemburgo (80%) e Paesi Bassi (79%).

In Italia i consumatori più attivi online risultano essere i giovanissimi tra i 16 e i 24 anni (47%) e quelli di età compresa tra i 25 e i 34 anni (46%). Col progredire dell’età aumentano, in proporzione, la diffidenza e il digital divide, tanto che a comprare online sono soltanto il 21% dei cittadini di età tra i 55 e i 64 anni, l’8% dei cittadini di età tra i 65 e i 74 anni e solamente il 2% degli over 75.

I beni più acquistati online dagli italiani sono stati vestiti e articoli sportivi (13%), viaggi e vacanze (12%), articoli casalinghi (12%), libri e abbonamenti a riviste (8%), attrezzatura elettronica (6%), biglietti per eventi (5%), film e musica (3%).

Questi dati fotografano un ritardo evidente dell’Italia nell’e-commerce, conseguenza anche del ritardo delle nostre infrastrutture informatiche“, ha spiegato Massimo Blasoni, presidente del Centro studi ImpresaLavoro.

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