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    Diego Maradona, il film è pieno di materiale inedito

     

    Tre giorni per vedere il nuovo e inedito film su la “mano de Dios”. Il 23-24-25 settembre al cinema “Diego Maradona. Eroe. Ribelle. Sfrontato. Dio”

    Per tutti gli amanti del calcio, per i tifosi del Napoli, per gli appassionati di gloriose e tristi storie di vita, arriva nei cinema il lungometraggio su Maradona, uno dei personaggi più controversi della storia del calcio.

    Maradona fenomeno, Maradona imbroglione, Maradona sulla vetta del mondo, Maradona cocainomane: un uomo, come lo definisce Asif Kapadia (regista/sceneggiatore), affetto da machismo, incapace di chiedere aiuto a tal punto da arrivare ad autodistruggersi, ma in grado di scrivere la storia del calcio ed essere venerato come un Dio a Napoli e Buenos Aires.

    Il Film è il terzo della trilogia pensata da Kapadia sulle vite di grandi personaggi: Senna è stato il primo (2010), Amy Winehouse il secondo (2015) e Maradona l’ultimo e il più complesso, secondo il regista. L’idea infatti è quello di raccontare definitivamente la storia dell’argentino, il genio e la follia, dando una descrizione completa di quella che è stata la sua vita “una vita adombrata da liti domestiche, dipendenza da cocaina e affari con loschi personaggi della malavita. Ovunque vada, nascono problemi.”

    Reperire il giusto materiale, scegliere il periodo adatto alla narrazione ed entrare in confidenza con i parenti e gli amici per ottenere più informazioni possibili: questo è ciò che hanno fatto Paul Martin (produttore) e Kapadia.

    Un film incentrato sul periodo a Napoli con materiale assolutamente inedito

    Questo film è tutto legato all’Italia, soprattutto a Napoli, una città piuttosto complicata. E poi abbiamo dovuto gestire Buenos Aires”

    Il periodo del passaggio al Napoli, squadra in affanno alla ricerca dello scudetto, con un ingaggio tra i più onerosi per quel periodo. Un momento di follia estrema, di spettacolo puro, di divinizzazione: il lungometraggio girerà su quel periodo, il più rappresentativo secondo i produttori.

    La notizia sensazionale è che materiale che verrà utilizzato è quasi tutto inedito, un Maradona che non abbiamo mai visto.

    Si parla di 500 ore di riprese girate da due operatori, l’argentino Juan Laburu e l’italiano Luigi “Gino” Martucci, assunti da Jorge Cyterszpiler, amico di una vita di Maradona e suo primo agente. Una raccolta di materiale video in cui è ritratto un Maradona genuino, con riprese quasi completamente estranee al pubblico nel periodo che va da prima del passaggio al Barcellona a tutto il periodo napoleano.

    “L’archivio a cui abbiamo avuto accesso si focalizza chiaramente su quel periodo pazzo al Napoli, anche se a volte abbiamo allargato lo sguardo a un orizzonte narrativo più ampio sull’intera storia”, dice Gay-Rees. “Ma avevamo moltissimo, ottimo materiale girato a Napoli, e volevamo realizzare un lungometraggio documentario, così ci siamo concentrati su quel periodo”.

    E aggiunge Chris King che si occupa del montaggio

    La storia di Napoli è assolutamente esemplare. È stata la fase più significativa ed è lì che ci sono stati i momenti migliori e peggiori della sua storia, è lì che è davvero iniziata la fine. Tutto quanto è arrivato dopo è stato solo la recita di un copione già visto”.

    Il Maradona privato

    Per completare il quadro però la produzione, oltre a parlare con Diego oggi e a raccogliere tutto il materiale sul periodo napoletano, ha cercato il racconto di chi gli vuole bene, dei suoi affetti familiari, altro aspetto burrascoso della sua vita.

    Volevamo insistere che parli degli aspetti più controversi e delicati della sua vita personale: perché è finito al Napoli, la partita contro l’Inghilterra ai Mondiali dell’’86, la famiglia, le donne, le droghe, i problemi con i figli. Come con le persone intervistate per i film precedenti, Kapadia deve costruire un rapporto di fiducia.”

    E così, non senza difficoltà, la produzione ottiene da Claudia, ex-moglie di Maradona, l’accesso ad un archivio su cui nessuno aveva mai messo le mani. Un capitale unico che ha permesso una ricostruzione a tutto tondo e l’aspirazione di fare un film “definitivo” sul campione argentino.

    Non resta che attenderne l’uscita.