Dazi: Governo nipponico e GM contro Trump

Fotografia: General Motors contro i dazi di Trump (Jonathan Weiss / Shutterstock.com)

La questione dei dazi statunitensi si sta ripercuotendo sul mercato automobilistico. Dopo un messaggio del Governo giapponese che ha ricordato a quello stelle e strisce che i costruttori nipponici hanno creato 1,5mln di posti di lavoro negli Usa (Tokyo potrebbe considerare ritorsioni sulle merci nordamericane per un valore di 50 miliardi di yen l’anno), è arrivata la dura presa di posizione di General Motors.

General Motors, che di solito – fanno notare gli analisti – evita di entrare nella mischia politica, a sorpresa si è schierata come hanno già fatto Harley-Davidson, Toyota e Daimler, lanciando  l’allarme: se il presidente Trump andrà avanti con la sua battaglia dei dazi esporrà le aziende americane a possibili ritorsioni e questo si tradurrà nel rischio di un “calo negli investimenti, calo nei posti di lavoro e calo nei salari” per i suoi dipendenti. Allo stesso tempo, l’azienda ha offerto la sua ricetta: bisogna “dare la priorità al lavoro con i nostri partner commerciali adiacenti e e aggiornare gli accordi Nafta e Korus“. I dazi invece “rischiano di isolare le aziende statunitensi” conclude GM.

Smoke and mirrors“, ovvero ‘fumo e specchietti per le allodole’, ha risposto  Peter Navarro, consulente della Casa Bianca secondo il quale l’impatto sui prezzi sarebbe “un tappetino di lusso”. “Anche le auto di GM costruite negli Usa – attacca – sono per metà straniere” e le fabbriche “sono diventate degli assemblatori di componenti fatti altrove“.

Secondo la United Auto Workers, Gm produce in Messico l’80% dei suoi veicoli ma ci sono anche le componenti elettroniche, parti ad alto valore, che invece arrivano dall’Asia.

Trump, che twitta di sentirsi tradito da Harley e Gm, ai giornalisti a bordo dell’Air Force One ha detto di aspettarsi che il Dipartimento del Commercio (che avrebbe tempo fino a febbraio) completi l’indagine “in tre o quattro settimane“, per avere più frecce al suo arco alle elezioni di metà mandato, a novembre.

 

 

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