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    David di Donatello 2019: trionfa Dogman

    Fotografia: Matteo Garrone, trionfatore della serata (ANSA)

     

    di Simona Santoni

    Dogman rispetta i pronostici ed è il trionfatore dei David di Donatello 2019. Re delle nomination con quindici candidature, ha vinto nove statuette, tra cui le due più ambite, al miglior film e alla miglior regia. Stecca però nella categoria per il miglior attore protagonista, che sembrava invece cosa fatta: Marcello Fonte, che per il suo personaggio del “canaro” è stato premiato da un festival raffinato come Cannes e ha raccolto tanti consensi, cede il passo ad Alessandro Borghi, che ha fatto rivivere il calvario di Stefano Cucchi nel dramma Sulla mia pelle.

    Alessandro Borghi posa con la produttrice del suo film dopo la consegna del David (ANSA)

    Il film dedicato al giovane ragioniere romano, morto con lividi ed evidenti segni di inedia mentre era in custodia cautelare, è l’altro lungometraggio che può gioire: ha vinto quattro David, tra cui quello al miglior regista esordiente ad Alessio Cremonini.  Essenziali e belle le parole di Borghi, mentre ritira il premio sul palco degli Studios di via Tiburtina di Roma: “Ringrazio la famiglia Cucchi per essersi fidata di me. Questo premio è di Stefano Cucchi ed è un premio che voglio dedicare agli esseri umani e all’importanza di essere considerati tali a prescindere da tutto”.

    A sorpresa, tra le attrici protagoniste ha avuto la meglio Elena Sofia Ricci, che nella saga su Berlusconi Loro di Paolo Sorrentino interpreta Veronica Lario. Da lei, quasi commossa, un invito alle figlie e ai giovani, da tenere stretto: “Coltivate la vostra passione, cercate di vivere di quello”. Il grande sconfitto è Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, che nonostante le nove candidature (e gli incensi di Cannes) se ne esce a mani vuote.

    Tim Burton regala un’espressione curiosa al pubblico (ANSA)

    In una serata condotta da Carlo Conti a mo’ di versione light degli Oscar, il momento più atteso è stato l’ingresso di Tim Burton, in questi giorni in Italia per presentare il suo ultimo film Dumbo. Accolto dagli applausi, come si confanno a un grande maestro di creatività ed estro, lui s’è cinto di umiltà e affabilità, con fare brioso: “Sono cresciuto guardando il cinema italiano. Non sono italiano ma parlo con le mani. È un onore essere qui. Mi viene da piangere“. A lui il David alla carriera, consegnato da un italiano che con l’estro ci sa fare, Roberto Benigni.

    Uma Thurman (ANSA)

    Tanti i David speciali distribuiti: alla super diva Uma Thurman, alla scenografa tre volte premio Oscar Francesca Lo Schiavo e a Dario Argento, il maestro dell’horror nostrano, che s’è voluto togliere un sassolino: “Ho fatto cinema per tanti anni, quasi 40, e non ho mai ricevuto un David di Donatello, questo è il primo”. Dalla Lo Schiavo, che manda un saluto significativo al marito e collega Dante Ferretti in sala (anche lui tre Oscar vinti), uno sprone alle nuove generazioni: “Questo David è la celebrazione del grande cinema italiano. Lo voglio dedicare a tutti i registi con cui ho lavorato, che con il loro genio mi hanno insegnato a guardare oltre il possibile. Mi hanno fatto diventare una persona diversa. Lo dedico ai giovani”.

    Presente anche un’altra star del cinema internazionale, il regista messicano Alfonso Cuarón, che ha fatto di tutto per esserci per ritirare il David al miglior film straniero per Roma: lo affiancherà ai tre Oscar già in bacheca.

    Ma siccome, al di là di statuette, Oscar e David, a premiare un film è poi anche e soprattutto il pubblico che lo va a vedere al cinema, i David di Donatello 2019 hanno istituito una nuova categoria, il Premio dello spettatore, che va al film che ha portato più presenze in sala. A vincerlo A casa tutti bene di Gabriele Muccino (il film italiano dai maggiori incassi nel 2018, oltre 9 milioni di euro). Sul palco, con tutto il ricco cast della sua commedia corale (da Gianmarco Tognazzi a Stefania Sandrelli, da Massimo Ghini a Stefano Accorsi), il regista ha ammesso: “Avevo paura di girare di nuovo in Italia, dopo l’esperienza all’estero; avevo paura di aver perso contatto con questa realtà, di non incontrare il pubblico, l’unico motivo per cui vivo“. Per questo il David che ha stretto in mano ha un sapore speciale.

    Prima di snocciolare l’elenco con tutti i vincitori, ripercorriamo alcune perle rievocate in parole e immagini sul palco dei David, pronunciate dai grandi del nostro cinema.

    Vittorio Gassman: “Chi è l’attore? È uno che finge sentimenti che non prova, è un abnorme, un mostro per definizione”.

    Anna Magnani: “Gli attori sono degli egoisti, degli egocentrici, un po’ esibizionisti, però guai se non ci fossero gli attori”.

    Bernardo Bertolucci, ricordato anche nel momento “In Memoria”: “Il cinema mi serve forse prima di tutto per dare uno stile alla mia vita. Poi mi serve per non impazzire, forse”.

    TUTTI I VINCITORI DEI DAVID DI DONATELLO 2019

    Miglior film
    Dogman di Matteo Garrone

    Migliore regia
    Matteo Garrone per Dogman

    Migliore regista esordiente
    Alessio Cremonini per Sulla mia pelle

    Migliore sceneggiatura originale
    Matteo Garrone, Massimo Gaudioso,Ugo Chiti per Dogman

    Migliore sceneggiatura non originale
    James Ivory, Luca Guadagnino, Walter Fasano per Chiamami col tuo nome

    Miglior produttore
    Cinemaundici – Lucky Red per Sulla mia pelle

    Migliore attrice protagonista
    Elena Sofia Ricci per Loro

    Migliore attore protagonista
    Alessandro Borghi per Sulla mia pelle

    Migliore attrice non protagonista
    Marina Confalone per Il vizio della speranza

    Migliore attore non protagonista
    Edoardo Pesce per Dogman

    Migliore autore della fotografia
    Nicolai Brüel per Dogman

    Migliore musicista
    Sascha Ring, Philipp Thimm per Capri-Revolution

    Migliore canzone originale
    Mystery of Love di Sufjan Stevens per Chiamami col tuo nome

     

    Migliore scenografo
    Dimitri Capuani per Dogman

    Miglior costumista
    Ursula Patzak per Capri-Revolution

    Migliore truccatore
    Dalia Colli, Lorenzo Tamburini per Dogman

    Miglior acconciatore
    Aldo Signoretti per Loro

    Migliore montatore
    Marco Spoletini per Dogman

    Miglior suono
    Maricetta Lombardo, Alessandro Molaioli, Davide Favargiotti, Mauro Eusepi, Mirko Perri, Michele Mazzucco per Dogman

    Migliori effetti visivi
    Víctor Pérez per Il ragazzo invisibile – Seconda generazione

    David giovani
    Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

    David dello spettatore
    A casa tutti bene di Gabriele Muccino

    Migliore documentario
    Santiago, Italia di Nanni Moretti

    Migliore cortometraggio
    Frontiera di Alessandro Di Gregorio

    Miglior film straniero 
    Roma di Alfonso Cuarón