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    Data Privacy Day: ecco quali errori commettete sul web

    Fotografia: Riservatezza dati: utenti disattenti sul web (Shutterstock)

    La violazione della privacy sul web è un tema attuale e molto sentito, che ha portato la comunità europea, tra le altre cose, a introdurre il gdpr.

    Nonostante questo, quanto è realmente attenta la gente alla sua sicurezza sul web? In occasione del Data Privacy Day, la giornata stabilita dall’Ue nel 2006, poi adottata in tutto il mondo per sensibilizzare gli utenti sulla protezione delle proprie informazioni personali online, sono stati presentati i dati Eurostat 2018.

    Secondo l’indagine, il 75% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni nell’Unione europea ha usato uno smartphone per scopi privati ma meno della metà di loro ha dotato il device di un un sistema di sicurezza: solo un 15% degli intervistati ne ha installato uno.

    Altra nota dolente sono le app, molto diffuse ma poco controllate. Al momento del download, gli utenti (il 28%, del totale, il 30% degli italiani) spesso non si curano di limitare o rifiutare l’accesso alle proprie informazioni e un 7% non sa nemmeno che sia possibile farlo. Il record negativo è della Repubblica Ceca: i due terzi degli utenti (67%) non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app ai propri dati personali; seguono Bulgaria (49%), Cipro e Regno Unito (entrambi al 43%). Al contrario, solo il 10% degli utenti di smartphone in Francia non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app, seguito da Germania (16%), Paesi Bassi e Lussemburgo (entrambi il 17%).

    Gli errori più comuni quali sono? Non aggiornare i software, non curarsi delle restrizioni di privacy sui social media, non fare i backup, soprattutto sul lavoro, e usare la stessa password: la più usata rimane la vecchia e cara 123456. Fantasia al potere.