Creed 2, Ivan Drago torna nella vita di Rocky

    Fotografia: Sylvester Stallone e Michael B. Jordan ancora insieme (Tinseltown / Shutterstock.com)

    In arrivo il secondo capitolo di Creed (in Italia Creed – Nato per combattere), spin-off della saga iniziata 42 anni fa dal primo Rocky. Il film, che valse a Sylvester Stallone una candidatura all’Oscar come attore non protagonista, fu accolto molto positivamente dalla critica statunitense e dal pubblico, con un totale di 109,7 milioni di dollari incassati negli Usa e 173,5 milioni a livello mondiale.

    Ora, il sequel. In un grande capannone di Chester, periferia a sud di Philadelphia, sono in corso le riprese del film che prevede una sfida storica che si ripete, generazione dopo generazione: allenato da Rocky Balboa, Adonis Creed (interpretato da Michael B. Jordan), figlio di uno dei rivali storici di Rocky, si allena per combattere contro Victor Drago (Florian Munteanu),  a sua volta figlio di Ivan “ti spezzo in due” Drago (Dolph Lundgren). In Rocky IV, uscito 33 anni prima, Ivan Drago uccise sul ring il padre di Adonis, Apollo Creed (Carl Weathers).

    Film sulla vendetta? “E’ un film sulla famiglia“, risponde il regista Steven Caple Jr, passando a salutare il gruppetto di giornalisti invitati sul set, nel trentottesimo di 52 giorni di riprese. Nel capannone ci sono due allestimenti scenografici distinti, a pochi metri di distanza sono rappresentati due mondi. Nell’angolo di sinistra è stato allestito un ring americano, in quello di destra il ring russo. Colori, luci, bandiere, ogni particolare porta l’occhio della telecamera a registrare mondi distanti e diversi. Potere del cinema. Si sta per girare la scena che racconta i preliminari di un combattimento, i pugili che entrano sul ring, la folla che incita. Ci sono 400 comparse ma in altre giornate ce ne sono state anche più di mille. Hanno vestiti eleganti e occhi curiosi. Vorrebbero poter chiedere autografi ma non è stato loro permesso, non possono fare neppure una foto, neanche a se stessi. Frustrante, in tempi di selfie e social network, fare parte della produzione di una saga tanto amata e non poterlo raccontare per immagini.

    Philadelphia e i suoi abitanti amano Rocky, tanto da avergli dedicato una statua, alta tre metri, che è stata posizionata accanto alla famosa scalinata degli allenamenti del celebre pugile cinematografico. Su quella scalinata ogni giorno centinaia di turisti rischiano l’infarto salendone i gradini, di corsa, al grido di “Adriana”.

    Nel 2003 l’American Film Institute ha classificato il personaggio di Rocky al 7/o posto della classifica dei ruoli cinematografici più riusciti di tutti i tempi. Per rivederlo al cinema, seppure in veste di allenatore, bisognerà aspettare novembre, quando uscirà Creed II.

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