fbpx

    Coronavirus, impossibile ritorno immediato alla normalità

     

    È stato molto chiaro il premier Giuseppe Conte oggi alla Camera: “Lo voglio dire chiaro: a rischio di apparire impopolare il governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità della vita precedente. Ci piacerebbe, ma dobbiamo avere consapevolezza che il virus continua a circolare nella nostra comunità. Abbiamo 105mila casi di contagiati accertati, senza contare i molti di più casi non accertati”. E aggiunge: “Questo è un piano che persegue l’interesse generale, anche con misure impopolari. Non è un programma elettorale destinato a raccogliere il consenso”.

    “Siamo ancora dentro la pandemia”

    Conte continua il suo intervento in aula: “Alla luce delle raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico la data del 4 maggio segna l’inizio della fase due. E’ un primo passo fondamentale necessario a tanti cittadini lavoratori imprenditori per la riconquista di una vita quanto più normale, serena. Questa nuova fase sarà una fase di convivenza con il virus. Non di liberazione dal virus. Siamo ancora dentro la pandemia, non ne siamo usciti”.

    “Mappa del rischio un allentamento delle misure restrittive in determinate aree”

    “Nelle prossime ore il ministero della salute emanerà un provvedimento che definirà criteri e soglie di allarme in ciascuna area del paese”, annuncia il premier. “In conseguenza di questo – aggiunge – si può anche concordare un allentamento delle misure restrittive, circoscritto su basi territoriali laddove la soglia epidemica sia meno critica”. Insomma, spiega Conte, l’allentamento deve essere “supportato da precisi presupposti scientifici, non già un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali”.

    “RIAPERTURA INCAUTA PORTEREBBE NUOVI CONTAGI”

    “Una riapertura incauta porterebbe a una recrudescenza del contagio. E’ evidente che se si riaprissero la scuola, tutti i luoghi di lavoro, se si autorizzassero senza restrizioni le relazioni sociali, tutto ciò darebbe impulso alla crescita dei contagi ed è per questo che il governo ha operato una scelta, decidendo di partire dal lavoro, adottando tutte le misure di sicurezza”, aggiunge Conte.

    “Dal 4 maggio sarà possibile andare dai propri cari”

    Dopo le tante polemiche sul termine “congiunti”, Conte dichiara che: “Dal 4 maggio ci si potrà muovere all’interno delle regione per andare a trovare i propri cari e fare attività motoria non solo nei dintorni della propria abitazione, sempre mantenendo la distanza di sicurezza”.

    “DPCM legittimo, tutelato il diritto alla vita e alla salute”

    La risposta di Conte a alle critiche di chi lo accusa di aver accentrato i poteri con l’emanazione dei dpcm non si è fatta aspettare: “La fonte primaria può disciplinare solo fino a una certa misura le risposte che l’ordinamento è chiamato a offrire a fronte di circostanze eccezionali”. L’emergenza “richiede inevitabilmente di preservare un certo grado di discrezionalità all’autorità amministrativa“, aggiunge Conte, che ribadisce come “la pandemia sia un processo che si sviluppa” e non un fenomeno “una volta per tutte”. Questo giustifica anche “la maggiore tolleranza circa il grado di indeterminatezza delle norme primarie che legittimano la normativa secondaria”. Per chiudere Conte ricorda che “il diritto costituzionale è innanzitutto equilibrio. Quando sono in gioco beni come il diritto alla vita e alla salute, che costituiscono essi stessi il presupposto per il godimento di ogni altro diritto, allora le scelte per quanto tragiche, come direbbe Guido Calabresi, diventano addirittura obbligate”.

    “Bonus turismo alle famiglie da utilizzare in Italia”

    “Un sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie, sotto alcune soglie di reddito, con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese”, annuncia il premier parlando del prossimo decreto di sostegno all’economia che il governo sta per varare.

    “App Immuni sicura in termini di privacy”

    Il premier Conte fa chiarezza anche sulla app Immuni varata ieri sera dal cdm con decreto e intende “chiarire e rafforzare la disciplina di questo particolare trattamento dei dati personali, in coerenza con quanto precisato dal garante dei dati”. Aggiunge Conte: “Si prevede che il titolare” del trattamento “sia il ministero della Salute e che l’applicazione sia installata su base volontaria, destinata ai soli soggetti che l’abbiamo scaricata. La piattaforma opererà nel nostro territorio nazionale, affidata a società pubbliche o comunque a totale partecipazione pubblica, e sarà scaricata gratuitamente, utilizzando codici che non permetterà di risalire all’identità dell’utente”.