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    Claudia Portale, teatro, musica e il bello della vita

    Fotografia: Claudia Portale

    di Massimiliano Curti

    Ho iniziato cantando Mina, contaminandomi con la musica di Astor Piazzolla. Amo profondamente la musica italiana quanto la straniera. La mia infanzia è stata pervasa da Renato Zero, un amore condiviso con la mia mamma, crescendo ho iniziato ad apprezzare autori come Dalla, interpreti come Tosca, Ranieri, Aznavour… Finchè ci fu l’incontro, ovviamente platonico, con Dalida e la Callas“.

    Modelli di riferimento importanti divenuti poi degli autentici compagni di viaggio: Claudia Portale, cantante e attrice romana che ha nel suo bagaglio tanto teatro ed esperienze televisive di assoluto rispetto, si definisce “una giovane vecchia”, in virtù di un talento ormai consacrato messo a disposizione innanzitutto del palcoscenico. “Il teatro per me è essenziale, non potrei farne a meno – dice Claudia PortaleHo avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti quali Leo Gullotta, Massimo Venturiello, il maestro Germano Mazzocchetti, Pino Ammendola. Insomma, seppur importante il ruolo del grande schermo, diciamo che il teatro resta il mio amore più grande. E se dovessi pensare di riproporre un musical, mi piacerebbe fosse ‘Victor Victoria’; se invece mi dovessi spostare alle commedie musicali direi ‘Rugantino’, anche se non disdegnerei ‘L’opera da tre soldi’ di Bertolt Brecht“.

    La somiglianza con Lady Gaga non sfugge ad un occhio attento: “Per un periodo giocavo con la sua imitazione durante alcune serate, ma non ho mai pensato ad un vero e proprio paragone. É un’artista straordinaria che stimo ed ammiro. Molto versatile, ma soprattutto preparata. Quello che dimentica la mia generazione, è che per arrivare a determinati livelli bisogna avere un’adeguata preparazione. Bisogna fare la famosa ‘gavetta’, studiare e soprattutto essere curiosi della vita“. Sul piccolo schermo è apparsa anche nel coro di “Amici” e come cantante in “Domenica In”, ma una delle sue autentiche passioni è la radio. Stimata speaker, assicura che “la musica italiana dovrebbe essere molto più apprezzata nel nostro paese, non a caso i ‘nostri prodotti’ all’estero sono quelli tra i più invidiati e copiati. Tuttavia credo che la contaminazione renda il risultato unico e raro“.

    Il suo show “Una voce, una chitarra e un pò di Mina”, un omaggio ai 60 anni di carriera della ‘Tigre di Cremona’, ha appena incantato il nuovo salotto del Teatro della Cometa di Roma, che l’ha subito ‘reclutata’ per nuovi concerti nel prossimo futuro. Futuro in cui si è prefissata di raggiungere traguardi piuttosto ambiziosi: “Al momento sto finendo di scrivere un progetto sulla fusione della musica siciliana con quella argentina. È il primo e vero testo scritto da me. Ho scelto di essere affiancata da donne che hanno una grande personalità e soprattutto un livello umano non scindibile dall’artista che sono. Non dirò molto, posso solo ‘spoilerare’ il fatto che parli di ‘diritti dell’essere umano’. Il motore che mi ha spinto ad ultimare questo lavoro è stato il momento politico-storico che stiamo vivendo. Non vuole essere solo una semplice denuncia, ma un modo di dire che il bello esiste e noi dobbiamo credere che sia realizzabile. Non parlo ovviamente di un bello estetico, da cui siamo invasi quotidianamente ovunque, ma del bello della vita, anche perché non bisogna mai smettere di ringraziarla“.