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    Cantina Valle Isarco, una viticoltura “eroica”

     
    L’autunno in Alto Adige è tempo anche di castagne e di Törggelen, di speck, di gulasch, di canederli caldi. Protagonisti principali dell’autunno in valle Isarco sono anche il pane e lo strudel di mele che vengono presentati in infinite varianti durante il tradizionale Mercato di Bressanone, quando piazza Duomo per qualche ora si trasforma in un forno a cielo aperto.

    Ma questa valle magica, che prende il nome dall’omonimo fiume e che si estende da Bolzano nord fino al Brennero, è anche la regione vinicola più a nord d’Italia, forse la meno conosciuta dell’Alto Adige e quella con le potenzialità più belle per la produzione di vini bianchi.

    Notevole escursione termica fra giorno e notte, scarse piogge e un’importante quantità di ore di sole nel corso dell’anno sono le condizioni climatiche atipiche per un territorio alpino che si trovano in questa valle amena, da cui la viticoltura trae grande beneficio.

    Qui crescono uve uniche: Kerner, Sylvaner, Müller Thurgau, Grüner Veltliner, Gewürztraminer, Riesling, danno vita a vini freschi, sapidi, minerali, con alte e sorprendenti percentuali di alcol, in grado di sviluppare profumi inediti rispetto ai cugini di altre zone dell’Alto Adige.

    Fondata nel 1961 da 24 famiglie, Cantina Valle Isarco è la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige e quella che fa da portabandiera di questo territorio tutto da scoprire. Soprattutto per il Kerner, un incrocio di Schiava e Riesling creato a Weinsberg (Germania) intorno al 1930: quello della linea Aristos, top di gamma, annata 2018, ha appena conquistato il titolo di “Best in show” ai Decanter World Wine Awards, titolo che viene assegnato solo a 50 vini tra quelli già insigniti delle medaglie di platino. Assieme a un vino dell’Etna, è stato l’unico vino bianco insignito di questo titolo.

    Una viticoltura cosiddetta “eroica”, quella della Cantina Valle Isarco, come spiega il direttore generale Armin Gratl:

    «Siamo una realtà composta da 130 famiglie che abitano tutte in Valle Isarco, tra Bolzano e Bressanone, e che possiedono un proprio maso circondato in media da circa un ettaro di vigneto, curato e lavorato totalmente dalla famiglia. I vigneti hanno una pendenza molto ripida che arriva fino al 60%, per questo il lavoro viene fatto quasi esclusivamente a mano. Sommando tutti questi fattori, possiamo dire che nelle nostre vigne si lavora circa un terzo di ore in più rispetto ad altre zone collinari dell’Alto Adige dove è invece possibile meccanizzare anche solo in parte il processo».

    Anche l’altitudine non è un elemento da sottovalutare: i vigneti si trovano tra i 500 e i 1.000 metri di quota, per questo qui la vendemmia è iniziata solo da qualche giorno e sta proseguendo a spron battuto. Ma torniamo al vino. Dopo 7 mesi di maturazione sulle fecce nobili, il Kerner Aristos 2018 (18 euro) regala al naso profumi fruttati ed erbacei, di pesca nettarina, mela renetta, sambuco e magnolia. In bocca è secco, pieno, vivace, minerale, di lunga persistenza aromatica: un magistrale ritratto dell’anima citrina e sferzante di questo vitigno in terra altoatesina.