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    Canta Ben Harper e torna il sole su Roma (FOTO)

    Fotografia: Alfredo Sconza

    Il cantautore americano si è esibito ieri sera con la sua fedele band – i The Innocent Criminals – al Rock in Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica. Nel nostro articolo le foto ed il racconto di questa magica serata.

     

    Nel caldo afoso di questo ultimo periodo, il pomeriggio di ieri ha portato un po’ di aria fresca accompagnata, però, da inaspettate gocce di pioggia. Un non bellissimo presagio per tutti i fan di Ben Harper che, da tempo, aspettavano questa data nella capitale.

    Tuttavia, è stato proprio in prossimità del concerto che quelle gocce inattese hanno cessato di cadere, aprendo dunque la strada al cantante e chitarrista d’oltreoceano che con la sua voce ricca di leggerezza e profondità al contempo ha donato a tutti quelle vibrazioni armoniose che da sempre contraddistinguono la sua musica.

     

    La musica di Ben Harper

    Una musica, quella di Benjamin Chase Harper, che è stata influenzata – sin dalla sua adolescenza – da influssi blues e soul e da svariati artisti come Robert Johnson, Bob Marley, Stevie Wonder (e tanti altri). Una vasta gamma di tendenze ed inclinazioni musicali che hanno permesso al suo stile di confluire in un genere nuovo, ma con forti radici nel passato e nella tecnica: un melodioso e spesso rilassante connubio tra blues rock, folk rock, reggae e funk.

    Ben Harper, sin da ragazzo, si è specializzato nell’uso della cosiddetta lap steel guitar, una chitarra che si suona appoggiata sulle gambe (da seduti) con uno speciale slide che dona al suono una vibrazione vellutata e prolungata, quasi come un’eco del mare. La lap steel deriva direttamente dalla tradizione folkloristica hawaiana, ma è stata riproposta in passato anche in chiave country e rock (vedi su tutti David Gilmour e Steve Howe) ed, appunto da Ben Harper, il quale ne ha fatto uno dei suoi strumenti preferiti (come ha ampiamente dimostrato anche ieri sera).

    L’artista californiano nella sua ormai lunga carriera – iniziata nel 1992 – ha suonato con molti grandi nomi della musica internazionale, come Pearl Jam, Radiohead, R.E.M, John Lee Hooker, Eddie Vedder ed altri.

    Nel 2007 ha anche collaborato con un artista italiano (cosa che non tutti ricordano), vale a dire Lorenzo Jovanotti, per il quale ha suonato la base di chitarra nel brano Fango inserito nell’album Safari. Infatti ha poi partecipato all’edizione di Sanremo del 2008, accompagnando appunto Jovanotti nella sua esibizione.

     

    Il concerto

    Dopo la pioggia, quindi, è uscito il sole. Proprio sotto questa luce sono arrivate all’orecchio di migliaia di fan quelle good vibes e quelle parole ricche di messaggi di umanità e libertà tipiche di Ben Harper.

    Le porte dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si sono aperte alle 19:00, insieme alla biglietteria; intorno alle 20:15 e salito sul palco il giovane Augustin Silva che, con le sue note ed arpeggi delicati, ha accompagnato le ultime gocce d’acqua provenienti dal cielo.

    L’ingresso di Ben Harper ed i suoi The Innocent Criminals (band che lo accompagna dal lontano 1995) era previsto per le 21:00. Tuttavia un po’ d’attesa e lecita in questi casi. Così a platea ormai del tutto gremita, con circa venti minuti di ritardo, tra gli applausi e le urla della folla, Harper e salito sul palco insieme al vivace e sempre sorridente Leon Mobly (percussioni), ad Oliver Charles (batteria) ed a Juan Nelson (basso).

    Senza troppi indugi il concerto e quindi iniziato con un suo pezzo storico, Excuse Me Mr., che con la consueta interpretazione vocale dai toni robotici ha aperto le danze. Il secondo brano, l’allegrissima e solare Burn One Down (proveniente dallo stesso album della prima, Fight For Your Mind del 1995) in cui l’indimenticabile giro di basso di Juan Nelson e le percussioni di uno scatenato Mobly hanno fatto da padroni, insieme ovviamente alla voce (un po’ piu grave) di un Ben Harper ormai nel pieno della maturita.

    A seguire un pezzo piu recente: l’emozionante e nostalgica Don’t Give Up Me Now, tratta dall’album del 2011, Give Till It’s Gone, ricca tanto di pathos quanto di voci, con i cori intonati da tutta la band sotto la prima voce di Harper.

    Negli altri brani che sono stati eseguiti nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e che hanno caratterizzato la quasi trentennale carriera del cantautore americano, Ben Harper e soci si sono divertiti in nuove interpretazioni e rivisitazioni, assoli strumentali e cori azzeccatissimi.

    Il chitarrista americano si è ovviamente destreggiato nel suo noto stile lap steel in più di un brano, lasciando la folla davanti completamente incantata dai suoni delicati e magnetici della sua speciale chitarra “da grembo”.

    La stessa folla che è completamente esplosa nella riproposizione di tre tra i suoi brani piu celebri: Forever (in cui Harper si è lanciato in un canto a cappella che non ha fatto rimpiangere il microfono spento), la bellissima e profonda Diamonds On the Inside (dall’omonimo album del 2003) ed il canto di speranza, Welcome To The Cruel World che, come chiudeva il suo primo grande album, iera ha chiuso la serata.

    Lo spettacolo, dopo due ore piene, si è quindi concluso sotto un calmo manto di stelle che – forse anche grazie alla sua magica voce (o almeno così ci piace pensare) ha dischiarato il cielo e le anime di tutti coloro i quali hanno percepito la sua rigenerante musica ed il suo sincero messaggio d’amore.

     

    La scaletta

    1. Excuse Me Mr.;
    2. Burn One Down;
    3. Don’t Give Me Up On Me Now;
    4. Whipping Boy;
    5. The Will To Live;
    6. Fight Your Mind;
    7. Them Changes;
    8. Steal My Kisses;
    9. Alone;
    10. Please Bleed;
    11. Walk Away;
    12. Forever;
    13. Deeper and Deeper;
    14. Who is he? (And what is he to you);
    15. Diamonds On The Inside;
    16. Glory & Consequence;
    17. Welcome To The Cruel World.

     

    Grande Rock in (quel di) Roma

    Sulle qualità di un artista esperto come Ben Harper (e come tutta la sua band) non c’era da dubitare e non c’e stato da dubitare tantomeno sull’organizzazione impeccabile dell’evento da parte di Rock in Roma, che ormai sta abituando la capitale ad ascoltare, insieme alle voci nostrane, anche i più grandi artisti del panorama internazionale, spostandosi su più fronti e accontentando un po tutti, per cosi dire.

    La location, anche questa, tra le migliori: la Cavea all’aperto dell’Auditorium Parco della Musica è stata il luogo ideale per quelle rilassanti e potenti vibrazioni che regalano sempre le canzoni di Ben Harper e dei The Innocent Criminals.

    Roma, insomma, è stata un grandissimo palcoscenico ieri sera, come non ha mancato di ricordare lo stesso Harper che, rivisitando un suo vecchio pezzo, ha recitato tra gli applausi di tutti:

    Rome has Diamonds on the inside.”

    Ed, in fondo, come dargli torto?

     

     

    FOTO: Alfredo Sconza