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    Cannes: “il Traditore” unico film italiano in gara

    Fotografia: 01 ditribution

    Ventidue lungometraggi si contendono la Palma d’oro.” Il Traditore” di Marco Bellocchio, unico film italiano a gareggiare al Festival, racconta la storia d Tommaso Buscetta, pentito boss mafioso, interpretato da Pierfrancesco Favino. Aspra critica social da parte del figlio del caposcorta di Falcone: “è solo marketing. Offensivo”.

     

    Al via la 72° edizione del Festival di Cannes, l’annuale e prestigioso evento che vede protagoniste le eccellenze internazionali del cinema. Fino al 25 maggio, presso il Palais Des Festivals di Cannes, i 22 film in gara, giudicati dalla giuria guidata da Alejandro González Iñárritu –  regista di Revenant e di Birdman – gareggiano per vincere la prestigiosa palma d’oro. Tra i film in gara ci sono Dolor y Gloria di Pedro Almodovar, Once Upon A Time in Hollywood di Quentin Tarantino e Il Traditore del regista piacentino Marco Bellocchio.

    Quest’ultimo è l’unica pellicola italiana in gara al Festival: prodotta da Ibc Movie – Kavac Film con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, arriverà nelle sale il 23 maggio, giorno dell’anniversario della Strage di Capaci. Contrariati alla data di uscita i familiari delle vittime dell’attentato. In particolare, Giovanni Montinaro, figlio del caposcorta di Falcone –  vittima anche lui della strage – la definisce un’operazione di marketing offensiva. Lo scrive chiaramente sul profilo Instagram di Pierfrancesco Favino, protagonista del nuovo film in uscita, nei panni del boss Buscetta. È proprio sotto un post che Favino dedica al Traditore che Montinaro commenta: Sinceramente, l’uscita nelle sale il 23 maggio è solo marketing, da orfano di quella strage mi permetto di scrivere che è decisamente offensivo. Nulla di personale, da ignorante in materia, la considero un attore fenomenale. Saluti Giovanni Montinaro”. Non tarda ad arrivare una risposta dell’attore che spiega: “Caro Giovanni credo di poterla rassicurare circa il desiderio, nella scelta della data, di omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico. Le assicuro anche che nel film non troverà niente che potrà farglielo pensare. La saluto con affetto e la ringrazio di avermi scritto”. Il commento rassicurante di Favino, fa replicare diplomaticamente Montinaro che chiude affermando: “Io ringrazio lei per la risposta e mi scuso, sicuramente era meglio un messaggio privato, ma deve comprendere, certi argomenti non mi permettono di riflettere. Le farò sapere che ne penso, per quello che può valere, comunque dopo il 23, capisce bene che quel giorno sono abbastanza impegnato. Saluti”.

     

     La storia

    Sono i primi anni ’80 e i boss della mafia siciliana sono in guerra per il controllo sul traffico della droga. Tommaso Buscetta, di origini poverissime, inizia fin da giovanissimo atti illegali nel mercato nero, facendosi un nome nella delinquenza palermitana. Definito “il boss dei due mondi”, fugge in Argentina e poi in Brasile in cerca di fortuna. Da lì assiste all’uccisione dei suoi due figli e del fratello, a Palermo. Il boss, arrestato ed estradato in Italia dalla polizia brasiliana, decide di tradire il voto eterno fatto a Cosa Nostra, incontrando personalmente i giudici Giovanni Falcone e Vincenzo Geraci, per collaborare con la giustizia. Comincia a rivelare piani e macchinazioni della mafia: persa la sua identità iniziale, non si sentiva più rappresentato da Cosa Nostra. Una decisione, la sua, che cambierà radicalmente le sorti della mafia siciliana, permettendo di portare in tribunale i capi dell’organizzazione criminale.

     

    Il film

    Le prime immagini del trailer del film mostrano il pentito Buscetta entrare nell’aula bunker di Palermo, accolto da una musica verdiana, dalle urla della folla e dagli insulti dei boss mafiosi dietro le sbarre, come tigri in gabbia. Le prime parole sono quelle pronunciate dallo stesso Buscetta – interpretato da Favino – al giudice Falcone: “Dottor Falcone noi dobbiamo decidere solo una cosa, chi deve morire prima, lei o io?”. Seguono immagini di spari, violenze, uccisioni, in un racconto tra il Brasile, dove il film ha inizio, e l’Italia. Il Traditore inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi al Maxiprocesso. Scoppia la bomba a Capaci e Buscetta alza il tiro facendo il nome di Andreotti: sarà costretto a fuggire dall’Italia per sempre. Presenti nel cast, anche: Luigi Lo Lascio, Fausto Russo Alesi, Maria Fernanda Cândido Fabrizio Ferracane, Marco Gambino.

    Una pellicola che mostra quella parte della storia dell’Italia degli anni’80 rimasta sempre oscura, incompresa. Queste le parole del regista Marco Bellocchio, a commento del suo nuovo film: Ho trovato la chiave nel tradimento, tema per me interessante: mi ha ricordato il mio tradimento verso tutta una società, la mia educazione cattolica. Il tradimento può essere un atto vile, ma può invece rappresentare una separazione”. Lo definisce un film tragico, che rappresenta una disperazione “la sofferenza di un uomo che tradisce, ma al tempo stesso resta un mafioso, resta mentalmente nel mondo in cui è nato”. Buscetta non è un eroe ma neanche un meschino: è un personaggio complesso. È un film nuovo perché, se da un lato, rappresenta la critica sociale, dall’altro, rifiuta qualsiasi forma di retorica e ideologia.