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    Cannes: Bellocchio in concorso, ancora fuori Netflix

    Fotografia: QUA SOTTO UNA SCENA DE “IL TRADITORE”, IN BASSO MARCO BELLOCCHIO SUL SET DEL FILM (01 DISTRIBUTION, ©FABIO LOVINO, UFFICIO STAMPA PUNTO E VIRGOLA)

    Fuori Netflix, dentro Marco Bellocchio e una folla di grandi autori oltre una miriade di film. Il Festival di Cannes, programmato dal 14 al 25 maggio e dedicato ad Agnès Varda recentemente scomparsa, parla chiaro e alimenta ulteriori dibattiti sul ruolo delle piattaforme televisive all’interno della macchina cinema. Su Netflix, intanto, sia il presidente del Festival Pierre Lescure sia il delegato generale Thierry Frémaux sono stati molto espliciti, ribadendo peraltro una posizione già espressa in passato: “Abbiamo fatto bene – ha dichiarato il primo – la nostra posizione è sana e continueremo ad essere molto vigili rispetto a questi aspetti”. D’altra parte, nella sostanza delle sue parole, si annuncia un cambiamento progressivo di scenari nei prossimi anni e la stessa Netflix si dovrà misurare con piattaforme dotate di enormi strumenti d’impatto. Frémaux, da parte sua, ha ripetuto che la regola di Cannes è molto chiara: “I film devono uscire in sala, almeno nei Paesi dove vengono presentati”.

    Il dibattito continua, insomma. Con il cinema “puro” a difendere la sua priorità, almeno nel più importante Festival del mondo. E i fatti diranno se questa sarà una difesa di retroguardia o se, al contrario, traccerà una linea di confine più o meno definitiva tra il consumo tradizionale e le nuove prospettive della televisione. Fatto sta che il programma presentato, nella sua dimensione qualitativa (poi film andranno visti e giudicati, naturalmente), sembra dare ragione ai selezionatori della Croisette, con cineasti importanti e promesse di spettacolo nelle sue diverse sezioni.

    Per l’Italia sarà in concorso Bellocchio con il suo nuovo film Il traditore (vi recitano tra gli altri Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Candido, Fabrizio Ferracane, Fausto Russo Alesi e Luigi Lo Cascio) che racconta alcune pagine legate al primo grande pentito di mafia, Tommaso Buscetta (recitato da Favino), in una narrazione fatta di violenze e di drammi, che inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia.

    Al proposito, commentando l’invito al Festival, Bellocchio ha detto di essere “Naturalmente contento. Il concorso è una gara e posso solo accettarla cercando di fare il più bel film possibile, correndo freneticamente perché c’è veramente poco tempo. È un film ancora diverso da tutti i precedenti, forse assomiglia un po’ a “Buongiorno, notte” perché i personaggi si chiamano coi loro veri nomi, ma lo sguardo è più esposto, all’esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del Maxiprocesso di Palermo e in altri teatri di altri processi con un copione diverso, pur essendo i personaggi spesso ripresi a distanza ravvicinata, trascurando però quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi “borghesi” che sono state spesso la materia prima di molti film che ho fatto in passato. “Il Traditore” è anche un film civile (o di denuncia sociale come si diceva una volta) evitando però ogni retorica e ideologia. Ho scoperto infine in questo film, sempre da dilettante, il siciliano, lingua meravigliosa spesso storpiata, ridicolizzata, caricaturizzata anche dal nostro cinema (e televisione)”.

    Nella competizione per la Palma d’oro, che verrà aperta il 14 maggio dagli zombie di Jim Jarmusch con The Dead don’t die, ci saranno tra gli altri Dolor y gloriadi Pedro Almodóvar, The Wild Goose Lake di Diao Yinan, Parasite di Bong Joon Ho, Le Jeune Ahmed dei fratelli Dardenne, Roubaix, une lumière (Oh Mercy!) di Arnaud Desplechin, Sorry we missed you di Ken Loach, Matthias e Maxime di Xavier Dolan. Sempre in competizione ufficiale si riaffaccerà Terrence Malick: otto anni dopo la Palma d’Oro per The Three of Life, il regista americano presenterà il suo nuovo A hidden Life. Tra gli altri 19 film in concorso Frankie di Ira Sachs, Portrait de la Jeune fille en feu di Céline Sciamma, Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, La Gomera (The Whistlers) di Corneliu Porumboiu, It must be heaven di Elia Suleiman.

    Non solo autori, ovviamente, ma anche molte star:  sul red carpet del Palais des Festivals si vedranno tra i tanti e le tante Elton John (alla sua storia è dedicato il film Rocketman di Dexter Fletcher), Tilda Swinton, Monica Bellucci, Antonio Banderas, Lea Seydoux, Diego Armando Maradona. Con ogni probabilità, invece, sarà assente Quentin Tarantino: il suo attesissimo C’era una volta… a Hollywood con Brad Pitt e Leonardo Di Caprio, difatti, non è pronto e difficilmente lo sarà a metà maggio, pure se Frémaux non ha ancora perso le speranze di averlo a Cannes.