fbpx

    California, il presepe al centro della polemica

     
    Karen Clark Ristine, pastore della Chiesa di Claremont, ha spiegato che l’obiettivo è di attirare l’attenzione sulla sofferenza dei migranti. In che modo? Parlando della famiglia di migranti più famosa del mondo

    La comunità della United Methodist Church di Claremont, in California, quest’anno ha preparato un presepe diverso, già al centro di diverse polemiche. La natività rappresenta Gesù, Giuseppe e Maria divisi, rinchiusi in delle gabbie su cui è montato del filo spinato. La sacra famiglia cerca, invano, di ricongiungersi; Maria e Giuseppe osservano il piccolo Gesù attraverso le grate, coperto soltanto da carta stagnola (simile alle coperte che i migranti utilizzano per scaldarsi).

    Il concetto è molto semplice: la famiglia di Gesù era una famiglia di emigranti, in fuga dalla tirannia di un sovrano. Il figlio di Dio, la stessa sostanza di Dio, in una parola, Dio, ha scelto di incarnarsi in una famiglia che viveva nella miseria, che cercava rifugio per scappare dalla morte.

    Karen Clark Ristine, il pastore della Chiesa Metodista, ha spiegato così il perché di questo presepe. In questo momento storico la questione dei migranti riguarda diverse parti del mondo, Italia compresa. Alcuna politica utilizza l’argomento come propaganda, altri chiudono i confini condannando le famiglie ad atroci sofferenze. Questo non è lo spirito cristiano: cura, accoglienza, integrazione, queste sono, ammonisce Karen, le priorità di chi crede negli insegnamenti di Gesù.

    Poco dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria furono costretti a fuggire con il loro giovane figlio da Nazaret in Egitto per sfuggire al re Erode, un tiranno. Temevano la persecuzione e la morte. E se questa famiglia cercasse rifugio nel nostro paese oggi? Immagina che Giuseppe e Maria si siano separati alla frontiera e Gesù non più grande di due anni, tolto alla mamma e messo in un posto dietro le sbarre in un centro di detenzione della polizia di frontiera, come è successo negli ultimi tre anni a più di 5.500 bambini.

    La critica diretta è all’amministrazione Trump che, come saprete, ha contribuito a sviluppare un muro tra gli Stati Uniti e il Messico. I migranti sono rinchiusi in centri di detenzione in cui le famiglie vengono divise e i prigionieri vivono in condizioni limite, come raccontato dalla deputata democratica americana Ocasio-Cortez che aveva fatto visita quest’anno ai centri.

    Voi cosa ne pensate? E’ una provocazione utile o eccessiva?