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    Calcio e razzismo: allenatori di A divisi su soluzioni

    Fotografia: Di Francesco e Inzaghi, divisi dal tifo ma uniti sulle soluzioni antirazzismo (ANSA)

    Gli allenatori di serie A hanno condannato unanimemente i versi razzisti dei tifosi interisti nei confronti di Koulibaly ma sono divisi riguardo le contromisure da adottare per combattere questi atteggiamenti delle tifoserie.

    Carlo Ancelotti ha lanciato il guanto di sfida all’intolleranza, proponendo di fermare le squadre al ripetersi di situazioni simili. “Le partite si possono interrompere – ha dichiarato il tecnico partenopeo voglio capire quando si devono fermare. Abbiamo chiesto tre volte alla Procura federale la sospensione per gli ululati contro Koulibaly: ci sono stati gli annunci ma non è bastato, hanno continuato. La prossima volta ci fermiamo noi, magari ci danno la sconfitta a tavolino”.

    Così, sono arrivate le risposte dei colleghi allenatori al mister del Napoli con i fratelli Inzaghi, Di Francesco e Gattuso da una parte e Allegri, Gasperini e Mazzarri da un’altra.

    Il primo ‘gruppo’ si è ‘schierato’ dalla parte di Ancelotti. “Sono d’accordo con Ancelotti – ha sottolineato Simone Inzaghi, tecnico della Lazio – un allenatore di grande esperienza: fermarci può essere una soluzione da affrontare in futuro“. “Anche io direi ai miei di fermarsi – ha dichiarato il tecnico del Milan, Gennaro GattusoL’Italia però non è un paese razzista. Non è stato tutto lo stadio a fare quei cori. Questi episodi purtroppo non si vedono solo da noi. Se 50mila persone applaudono sopra quei 4 imbecilli, i cori razzisti non si sentono. Non diamo martellate all’Italia: in altri Paesi civili ho visto lanciare banane“.

    Massimiliano Allegri, mister della Juventus ha un’interpretazione diversa del problema e delle possibili soluzioni: “Non dobbiamo fermarci. Solo l’ordine pubblico può sospendere la partita. Io non tollero nessuna forma di razzismo e insulto nei confronti anche di morti e tragedie. Purtroppo abbiamo perso educazione e rispetto. Per migliorare dobbiamo entrare dove ci sono i bambini piccoli: entrare nelle scuole farebbe bene perché su 100, magari 70/80 li instradi bene. Io sono per andare avanti, il problema va risolto a monte: la tecnologia negli stadi può andare a prendere chi fa casino“.

    L’idea di sospendere le partite e mandare le persone a casa è una grandissima stupidata – ha spiegato Giampiero Gasperini dell’Atalanta – Chiudere gli stadi non è il modo di prendere provvedimenti. Tutto quello che è contro il calcio a me fa male ma farci passare per Paese razzista sarebbe un errore”.