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    Boccioni, asta record: ‘Forme uniche’ vale 16 milioni

    Fotografia: Ansa Foto
    La casa d’aste più famosa al mondo, Christie’s, ha battuto il prezzo per la celebre ed iconica scultura del futurista Umberto Boccioni. Si parla di cifre esorbitanti; un vero e proprio record per quel visionario artista italiano che definì un nuovo concetto di spazio e di rappresentazione. 

     

    Dopo quasi mezzo secolo, un’opera del caposaldo del movimento futurista italiano ritorna sul mercato dell’arte internazionale.

    La sua scultura in bronzo “Forme uniche della continuità nello spazio” è stata battuta nei giorni scorsi ad una cifra da capogiro da Chrisite’s a New York.

    Data la valenza storica della scultura – considerata da molti come l’emblema del futurismo – la cifra di partenza imposta dalla storica casa d’aste londinese si aggirava intorno ai 4 milioni di dollari.

    Dopo una serie di rialzi, il capolavoro di Umberto Boccioni è stato venduto ad un acquirente anonimo – come recita il comunicato ufficiale della stessa Christie’s – all’impressionante ammontare di 16.165.000 di dollari americani.

    Secondo indiscrezioni (il sito internet ARTnews) il misterioso acquirente si sarebbe individuato nella figura di Harry Smith, amministratore delegato del famosissimo gruppo londinese di consulenza d’arte, Gurr Johns.

    Umberto Boccioni ha quindi infranto il suo vecchio record d’asta, che apparteneva all’opera Testa + Luce + Ambiente, l’olio su tela del 1912 battuto per 12,5 milioni di dollari da Sotheby’s, a Londra, nel 2018.

    Raffigurazione di “Testa + Luce + Ambiente” su un francobollo italiano del 1976. Credits. Shutterstock

     

    Forme (davvero) uniche 

    La rivoluzionaria scultura di Boccioni non ha caso viene ricordata universalmente quale simbolo del movimento futurista tutto.

    In effetti “Forme uniche della continuità dello spazio“, sebbene lungo, si potrebbe definire come il titolo più adatto ed al contempo evocativo che l’opera stessa potesse pretendere.

    Sono davvero “forme uniche” quelle che il futurista ha cercato di imprimere nel suo lavoro, volendo – per così dire – trascendere il limite naturale dell’immobilismo scultoreo.

    Un nuovo modo di vedere e di rappresentare, in un mondo sempre più sospinto in direzione del progresso e in sempre più rapida ascesa verso quel domani ormai rintracciabile nel fugace, evoluto presente.

    La scultura di Boccioni ripropone quindi l’uomo in una nuova accezione: una sorta di metamorfosi robotica dell’essere, proiettato cineticamente verso il futuro.

    Appare agli occhi, di fatto, come questa innaturale e tuttavia armoniosa fusione tra uomo e macchina, che corre velocemente nello spazio indefinito della vita.

    La sua veloce corsa è catturata ed eternata, pertanto, proprio in quelle “forme uniche” che Boccioni è riuscito a scolpire nel gesso, fermando così, in qualche modo, l’irrefrenabile tempo di tecnologia, di industrializzazione e globalizzazione.

    D’altronde, era lo stesso scultore futurista che, poco prima di avviarsi alla produzione della sua opera, scriveva queste parole ad un suo amico:

    “In questi giorni sono ossessionato dalla scultura! Credo di aver visto una completa rinnovazione di quest’arte mummificata.”

     

    Beh, anche i più scettici e virtuosi del tecnicismo arcaico, oggi, non possono non attribuire a “Forme uniche della continuità dello spazio” il valore rivoluzionario e di coerente astrazione artistica che merita.

     

    Curiosità

    La scultura venne originariamente creata da Umberto Boccioni in gesso e, durante tutta la sua vita, non venne mai riprodotta in bronzo.

    Il calco di gesso originale è tuttora in mostra presso il Museo di Arte Contemporanea di San Paolo, in Brasile.

    Nel corso degli anni, tuttavia, ne vennero prodotte molte versioni: una al Museo del Novecento di Milano; una alla Kunsthalle di Mannheim, una alla Tate Modern di Londra, una al MoMa di Manhattan, una al Metropolitan Museum di New York, una al Museo Kröller-Müller di Otterlo (Paesi Bassi) e una alla Galleria Nazionale di Cosenza.

    E se vi state chiedendo – anche se non siete appassionati di arte contemporanea – come mai conoscete così bene questa straordinaria opera futurista, basta guardare nel vostro portafogli.

    Probabilmente la troverete su una delle due facce della moneta da 20 centesimi.

    Non che questo sia materialmente il suo valore… da quanto abbiamo appena potuto constatare.

    Raffigurazione di “Forme uniche della continuità nello spazio” sulla moneta da 20 centesimi di euro. Credits. Shutterstock