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    Birre invernali, i consigli dell’esperto

    Fotografia: La birra si beve tutto l'anno Shutterstock)

    Dal 1992, l’Excalibur Scottish Pub, sito nel cuore del quartiere Trieste-Salario di Roma, è sinonimo di birra di qualità. Da quattro generazioni, la famiglia Curzi è nel campo della ristorazione, un lavoro/tradizione trasmesso di padre in figlio, fino all’apertura della birreria, ultimo passaggio di testimone in ordine di tempo da Enzo e Rosa ai figli Gianluca, Roberto e Giada.

    Roberto Curzi, 46 anni – buona parte dei quali trascorsi nel settore della birra a sperimentare, degustare e cercare prodotti di nicchia – ci consiglia cosa bere durante l’inverno.

    Roberto, la birra è solo estiva come dice qualcuno?

    Assolutamente no. Forse molti anni fa era così ma oggi si beve tutto l’anno, come dimostra la crescita dei consumi in Italia. Ci sono tantissimi prodotti per tutte le stagioni.

    Cosa consigli per l’inverno?

    Iniziamo dalla Doppelbock, una lager scura tedesca dall’alto grado alcolico (8). E’ una birra pensata per i mesi freddi, nata per il periodo di Quaresima: era il ‘pane liquido’ dei frati che mangiavano meno ma compensavano bevendo un prodotto ricco di malto, profumato, nutriente e dal gusto morbido. Il bicchiere ideale per questo prodotto  è un calice ampio e leggermente allungato, rispetto a un balloon belga.

    A proposito di Belgio. Quali birre locali suggerisci?

    Le Quadrupel, le birre trappiste. Sono fortemente alcoliche, sopra i 10 gradi, persistenti con sentori fruttati. Possono rimanere in bottiglia per diversi anni. Le ditte che ne producono di alto livello sono poche ma i risultati sono straordinari. Le Quadrupel si possono abbinare ad arrosti o selvaggina ma questo è un prodotto anche da meditazione. Tra le birre premiate come migliori al mondo, spesso c’è ne è una di questa tipologia.

    Quando si parla di prodotti del Belgio spesso sentiamo la parola doppio malto. Ci spieghi cosa significa?

    Le birre in commercio in Italia sono classificate in base alla loro gradazione; doppio malto è una delle categorie stabilite dalla legge, la quantità di malto non c’entra niente col nome. Questi prodotti pagano anche più accise rispetto agli altri. In Inghilterra, per esempio, usano il termine strong ma solo per indicare una birra forte. Non fatevi fuorviare da questi termini: andate su prodotti che conoscete o fatevi consigliare.

    Delle birre scure cosa ci dici?

    Le Imperial Stout inglesi sono perfette nei mesi freddi. Nascono nel diciottesimo secolo ed erano destinate alla corte russa, da questo il termine ‘imperial’. Le Stout tradizionali non reggevano il viaggio, si rovinavano; così, i produttori aumentarono la gradazione alcolica per garantirne la conservazione e favorirne il consumo in un paese freddo.

    Se parliamo di Stout, il riferimento è quella di Dublino. Differenze fra le Imperial e il prodotto dell’isola di smeraldo?

    Le Stout irlandesi, come le Porter inglesi, sono facili da bere. Le Imperial sviluppano sentori di frutta rossa sotto spirito, caffe e cioccolato. Queste caratteristiche si accentuano, col tempo, lasciandole in bottiglia. Non sono birre per tutti ma chi le scopre non le abbandona.

    Stout alla spina o in bottiglia?

    Noi siamo abituati alla birra spillata ma ci sono Stout artigianali, non famose che si trovano solo in bottiglia e sono fantastiche.

    Rimaniamo in Inghilterra. Quali ‘chicche’ si trovano oltremanica?

    Ci sono le Barley Wine, – letteralmente si traducono vino d’orzo – birre di grande tradizione. Gli inglesi iniziarono a usare questo termine quando i vini francesi inondarono il mercato britannico; le Barley Wine erano il prodotto da mettere in concorrenza con l’invasore. Le facevano invecchiare due anni in botti di legno per fargli sviluppare alcune caratteristiche organolettiche simili a quelle del vino. Sono rosso scure o ambrate e prive di gas. L’abbinamento con cibo è sconsigliato: vanno bevute da sola, centellinate, scoperte un sorso alla volta. Possono invecchiare anche 10 anni prima di consumarle.

    L’annata è indicata sulla bottiglia?

    Alcune aziende la indicano. Quando una birra richiede invecchiamento viene inserita sia la data di imbottigliamento che quella di scadenza, solitamente fissata a 20/30 anni di distanza.

    Guardiamo in casa nostra adesso…

    L’Italia è stata pioniera nel produrre le Grape Ale, birre al mosto d’uva. Sono leggermente acide ma non ai livelli delle Sour Ale belghe. Le caratteristiche cambiano a seconda del mosto utilizzato.

    Quanto è importante un bicchiere per degustare una birra.

    Ogni birra vuole il suo bicchiere, serve a valorizzarla. Nel caso di prodotti semplici, il boccale o la pinta sono perfetti ma in altri casi c’è bisogno di calici per liberare i profumi o di vetri spessi per mantenere la temperatura.

    Per mantenerci caldi, allora, beviamoci una birra. Slàinte!