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    Biglietti nominali per i concerti

     
    Per combattere il il problema del “secondary ticketing” si rischia di danneggiare il settore musicale e gli spettatori, con prezzi e code più elevate

    Dal primo luglio, con la legge 145, approvata lo scorso dicembre, per gli spettacoli in luoghi con una capienza di 5000 spettatori o oltre, i biglietti saranno uninominali. E’ obbligatorio che sui biglietti ci sia nome, cognome, luogo e data di nascita di chi li ha acquistati, con validità fino a tre accompagnatori.

    Da una parte si cerca di combattere il fenomeno del “secondary ticketing”, il bagarinaggio online, che negli ultimi anni ha visto biglietti di concerti lievitare, per fare l’esempio più eclatante, il Codacons ha denunciato nel 2017 i soprusi delle agenzie che al concerto dei Coldplay a Milano hanno rivenduto i biglietti a cifre esorbitanti: 200/300 euro, fino all’assurda cifra di 1780,94 euro per l’ambito anello rosso, ovvero 16 volte la cifra originale.

    Dall’altra, con questa legge, si rischia di danneggiare i consumatori, le vittime di questo sistema malato e coloro che vedranno i biglietti aumentare di circa 10 euro, ma anche il settore musicale, il quale dovrà rivedere scalette, aumentare il personale per permettere l’apertura anticipata dei cancelli. Gli artisti dovranno rivedere gli orari delle prove e del soundcheck.

    “Con questa normativa non si punisce chi commette il reato, – interviene subito Vincenzo Spera, presidente di Assomusica -, ma chi vuole andare in santa pace a un concerto e chi fa questo lavoro. Per combattere il secondary ticketing basta semplicemente oscurare i siti. L’Italia è l’unico Paese dove vige l’obbligatorietà del biglietto nominale

    Le accuse di Assomusica, l’associazione che riunisce gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, non finiscono qui: “i consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente; le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio” Il cambio del nominativo passerà dall’Agenzia delle Entrate. La previsione dell’associazione è che “in questo scenario si perderanno migliaia di biglietti”.

    A questa dichiarazione di guerra il primo firmatario della norma, Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera, ha risposto: “A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing, entrata in vigore appena una settimana fa, deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali. Noi lavoriamo per fermare i bagarini e i truffatori ed appellarsi al costo del biglietto è semplicemente vergognoso” aggiunge chiedendo ad Assomusica di mettere “alla prova” la legge “di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza”.