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    Beatrice Aiello volto nuovo del cinema nella serie PETRA

    Fotografia: Barbara Ledda
    Occhi grandi in cui sprofondare, sguardo dolce, lunghi capelli neri e gambe lunghissime da amazzone Beatrice Aiello, 30 anni, attrice ed autrice fra i volti nuovi del cinema italiano è Amanda la giovane sorella di Petra Delicato, ispettrice di polizia dai modi diretti e sbrigativi, interpretata da Paola Cortellesi in PETRA la nuova serie originale di Sky Atlantic tratta dai romanzi di Alicia Gimenez- Bartlett e diretta da Maria Sole Tognazzi.

    «Sono una presenza importante nella vita di Petra – ci racconta Beatrice Aiello con una bella dolcezza nella voce – Nonostante vivano lontane da tempo, condividano poco e niente, sono sorelle che si vogliono molto bene ma completamente agli opposti. Amanda è sposata con figli, fa una vita inquadrata e serena a Roma. Petra dopo due matrimoni falliti, vive sola a Genova, si trascura ed è completamente dedita al lavoro. Infatti tornerà a Roma solo quando la sorella sarà coinvolta in uno strano caso giudiziario. Episodio che andrà in onda proprio Lunedì 5 Ottobre»

    Come riescono queste due sorelle così diverse a trasmettersi questo sentimento di affetto?

    «Amanda addolcisce la pietra dura di cui è fatta Petra, anche nei nomi c’è tanto del loro rapporto. La presenza dell’una e dell’altra nella loro esistenza è fonte di reciproco insegnamento. Petra da Amanda impara a volersi bene e a condividere la felicità. Amanda da Petra impara l’indipendenza emotiva. Lo scambio di questi due elementi genera in loro l’equilibrio del rapporto».

    C’è un fondo di grande tenerezza fra queste sorelle.

    «Assolutamente sì. Una tenerezza che ho sentito anch’io lavorando con Paola Cortellesi.  Forse perché ci assomigliamo fisicamente, siamo alte uguali, forse perché da subito c’è stata una grande empatia. E’ straordinaria, mi ha fatto sentire immediatamente a mio agio, ma non a tal punto da confidarle che conosco a memoria tutti i suoi personaggi fin da Mai Dire Gol

    Cosa le ha lasciato il personaggio di Amanda?

    «Mi ha fatto capire che aver bisogno degli altri non è una debolezza. Le relazioni umane sono la più grande ricchezza che abbiamo, e Amanda lo ricorda in ogni suo gesto. È aperta alla vita e a incontrare l’altro.»

    Per Beatrice Aiello vale lo stesso?

    «Oh sì tantissimo. E oggi ancora di più. La pandemia mi ha fatto riflettere. Mi ha aperto la mente. Voglio dedicarmi a questo mestiere cercando sempre il meglio. Ho ritrovato entusiasmo anche verso gli studi. Ho ripreso a studiare dopo dieci anni. E’ una riscoperta di me stessa che mi rende felice.»

    Ha intrapreso da poco anche una strada autorale, interpretando e firmando insieme ad Alessandro Genitori ed Elis Karakaci, il cortometraggio Lettera al vento, che ha ricevuto il Premio Troisi all’ultima edizione di Mare Festival a Salina.

    «Una felicità assoluta. E’ un monologo tratto dalla raccolta di lettere Si sta facendo sempre più tardi di Antonio Tabucchi, ed è girato sull’isola di Stromboli, che provoca sempre sensazioni forti. Stavo attraversando un momento delicato, mio padre che poi ho perso, si era aggravato. La notizia mi è arrivata proprio quando ero a Stromboli. Ho avuto bisogno di riflettere, di reagire e la regia mi ha indicato la strada.»

    Ma nel suo futuro c’è ancora tanto cinema?

    «Certo, sono appena tornata da Bolzano, dal set di Resilient, l’ultimo film di Roberto Faenza con Francesco Montanaro e Laura Haddock. E’ stato incredibile tornare sul set con tutte le misure di sicurezza, le mascherine, le distanze. Ha reso questa esperienza ancora più speciale. Il film uscirà il prossimo anno insieme a Il ritratto incompiuto di Clara Bellini del regista albanese Namik Ajazi in cui sono protagonista al fianco di Remo Girone e Antonio Kowdrin.»