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    Barman-robot, il drink è servito

    Fotografia: ChiccoDodiFC / Shutterstock.com

    Mojito, Long Island, Negroni… Chi non si è mai incantato davanti a un barman che prepara in modo acrobatico il cocktail preferito? Potrebbe essere un’esperienza destinata a diventare un ricordo da raccontare ai nipoti: da alcuni anni si stanno infatti testando mixologist robot, capaci di preparare bevande alcoliche e analcoliche con precisione millimetrica. A risentirne saranno forse lo charme d’antan ed il tocco umano ma tant’è.

    Accantonate quindi le scene da film americano in cui l’uomo solo si fa versare un superalcolico da un barista annoiato, cui inizia a raccontare i propri problemi, vediamo che cosa c’è sulla piazza

    In un locale di Las Vegas è già arrivato il primo braccio meccanico che invece di verniciare lamiere per auto maneggia bicchieri, bottiglie e ghiaccio. Si chiama Tipsy (brillo, nda) ed è prodotto da una startup uscita dal MIT di Boston. A tirare i fili c’è un italiano, Carlo Ratti. Architetto di origine torinese, si è occupato del design del dispositivo. Il suo funzionamento è “semplice”: il cliente ordina da un tablet e assiste alla preparazione della bevanda. La scelta è ampia: Tipsy può miscelare oltre quaranta ingredienti, conosce ben sessanta cocktail e può prepararne 120 ogni ora. Un ritmo impensabile per un mixologist in carne ed ossa. L’Italia sembra essere la patria dei nuovi baristi: il Sant’Anna di Pisa ha infatti messo a punto Robo-barman, in grado di preparare appena quattro cocktail. Quello che perde in varietà lo guadagna però in estetica. La creatura pisana è infatti dotata di una vera e propria mano simile alla nostra: dotata cioè di cinque dita e non di una pinza come Tipsy. I robot tricolori hanno dei precedenti meno belli a vedersi ma altrettanto performanti. Nel 2013 fu lanciato un crowdfunding su Kickstarter per Bartendro, un androide open source in grado di realizzare con precisione millimetrica 120 cocktail diversi. La campagna prevedeva un goal di 135.000 dollari, ne furono raccolti quasi duecentomila e adesso si può acquistare sul sito di Party Robotics, l’azienda che lo ha lanciato. Disponibili le versioni a sette e quindici pompe. Il prezzo va dai 2.500 ai 3.700 dollari. Il tallone d’Achille? L’estetica. Bartendro è infatti un semplice insieme di pompe. Tra i punti di forza, invece, l’interazione con i clienti, che possono scegliere le combinazioni di ingredienti e assaggiare le loro creazioni senza spreco: il robot può infatti miscelare piccole quantità di alcol da far testare agli indecisi. Prima di Bartendo è stata la volta di Monsieur, un cameriere-barista in grado di realizzare oltre 300 bevande diverse e, anche in questo caso, di sperimentare in tempo reale le ricette preferite dei clienti. Se siete degli smanettoni e volete stupire gli amici potete costruirvi un mixologist robot da soli. Vi basta qualche decina di euro per un dispositivo Arduino e le altre componenti di Barbot, un robot completamente open source che permette di miscelare fino a nove ingredienti, completamente personalizzabili dall’utente grazie all’App disponibile per Ios e Android

    [foto ChiccoDodiFC / Shutterstock.com]

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