Autori e sale contro “Roma”, Venezia e Netflix

Fotografia: Netflix, nuovamente al centro delle critiche ( r.classen / Shutterstock.com)

di Pier Paolo Mocci

Roma ha vinto a Venezia. La Capitale non c’entra nulla però. È il titolo del film diretto da Alfonso Cuarón ambientato nel quartiere popolare di Città del Messico che porta il nome della città eterna, un po’ come se a Napoli leggeste il quotidiano “Roma” o se, a Milano, foste a Porta Romana. Ma non è la notizia della vittoria dell’emozionante pellicola in bianco e nero di uno dei più importanti registi del nostro tempo che vogliamo darvi, certi che l’avrete appresa e letta un po’ ovunque. Vogliamo in qualche modo registrare – per poter approfondire in futuro – la polemica che in queste ore sta mettendo di fronte (alcune) associazioni di categoria alla Mostra del Cinema di Venezia e, nella fattispecie, anche a un colosso come Netflix. Perché il film Leone d’Oro uscirà sulla piattaforma online in prima internazionale, a dicembre, in contemporanea con la sala, un po’ come capiterà in questi giorni per Sulla mia pelle, il film su Stefano Cucchi in uscita con Lucky Red in sala ma, soprattutto, su Netflix disponibile in 190 paesi. È evidente la novità epocale della fruizione del prodotto film: la nuova tipologia online ed esclusiva per il film di prima visione. Queste le parole dure dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, della Federazione Italiana Cinema d’Essai e dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema. Rimanendo sopra le parti e intuendo le ragioni di chi gestisce le sale cinematografiche (certo non delle sale parrocchiali e d’essai che comunque proiettano film di seconda o terza visione), è bene ricordare che nell’ANAC sono presenti centinaia di autori, ovvero sceneggiatori e registi. La cosa strana è che al momento della scrittura del film difficilmente uno sceneggiatore conosce il destino di quel copione. O, se fosse un film su commissione, sarebbe difficile credere che uno sceneggiatore o un regista rifiutassero la commessa di una potenza quasi intergalattica come Netlix. Di seguito il comunicato congiunto.

L’ANAC, unitamente alla FICE e all’ACEC, in coerenza con quanto dichiarato in occasione della conferenza stampa della Mostra nel mese di luglio a Roma, ribadiscono la loro contrarietà circa la scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes. Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all’alta qualità del film “Roma” di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’Oro, ANAC, FICE e ACEC ritengono iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma NETFLIX che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee. Il Leone d’Oro, simbolo della Mostra internazionale d’arte cinematografica da sempre finanziata con risorse pubbliche, è patrimonio degli spettatori italiani: il film che se ne fregia dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma americana. ANAC, FICE e ACEC reiterano la richiesta al direttore Barbera di rivedere per il prossimo anno la sua posizione, mentre chiedono al Ministro della Cultura di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un’equa cronologia delle uscite sui diversi media”.

Potrebbe piacerti anche

L’avvocato 4.0 e la conduttrice radiofonica raccontano il Belpaese

Grand Tour d’Italia, il format di Rete 4 giunto alla terza edizione, accende i ....

Le dimore storiche italiane aperte al pubblico

Torna il tradizionale appuntamento di primavera con la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane: ....

Il sacrificio del cervo sacro,thriller-horror con Kidman e Farrell

Dopo aver vinto il Premio della Giuria alla 68a edizione del Festival di Cannes, ....