Auto e moto classiche: coda polemica dopo la prima asta Bolaffi

    Fotografia: Nuccio Bertone (VitaminCo / Shutterstock.com)

    Oltre 300 collezionisti provenienti da tutto il mondo si sono incontrati alla Pista di Arese, tracciato di collaudo dell’Alfa Romeo ai tempi d’oro, per la prima asta di “Auto e moto classiche” firmata Bolaffi.

    All’indomani della vendita di auto e moto classiche da parte di Aste Bolaffi, l’a.d. Filippo Bolaffi ha commentato così i procedimenti di dichiarazione di “interesse culturale importante” avviati dalla Soprintendenza su alcune auto in catalogo, ovviamente poi andate invendute: “Aste Bolaffi entra nella storia, fin dalla sua prima asta di auto e moto classiche. Infatti non esistono precedenti di autovetture oggetto di un procedimento di notifica. Noi, invece, ne abbiamo ricevute ben sette. Questo mi fa pensare che la Soprintendenza abbia in mente la creazione di un nuovo Museo dell’automobile…“.

    Se il principio è che tutte le auto d’epoca sono diventate ‘patrimonio culturale’, secondo Bolaffi il rischio è “la morte del mercato italiano delle auto da collezione. Ma visto che la Soprintendenza non può essere così impreparata, sicuramente sta meditando alla realizzazione di un nuovo museo. E il milione e mezzo di euro di auto che ci sono stati vincolati ieri, terrorizzando il mercato italiano e facendo ovviamente fuggire i compratori stranieri, sicuramente troveranno una bella sistemazione“.

    Una delle prescrizioni della ‘notifica’ è che prima di spostare l’oggetto interessato, bisogna chiedere una preventiva autorizzazione – aggiunge BolaffiLa Soprintendenza rilascia quasi sempre un parere positivo. Peccato ci metta circa 60 giorni. Quindi i proprietari delle auto che ci erano state affidate all’asta, per andare a fare la gita al mare il week-end con il proprio gioiello, devono portarsi anche l’abbigliamento pesante al seguito, visto che il permesso per spostare il veicolo arriverà giusto in tempo per la brezzolina autunnale. Questa è una gravissima limitazione alla disponibilità del bene e assolutamente contraria all’ordinamento giuridico“.

    L’asta è andata in scena davanti a oltre 300 persone, inclusi importanti collezionisti da tutto il mondo e volti noti, tra cui Mike Robinson, al tempo designer di Bertone. Le sue creazioni, l‘Alfa Romeo 8C Pandion (575.000 euro) e la Nuccio Bertone (330 mila euro), hanno spuntato le migliori aggiudicazioni dell’asta. Tra gli altri top lot l’Alfa Romeo 1900 Super Berlina Primavera Boano del 1956 (86.800 euro), la Renault R5 Turbo del 1981 (80 mila euro), la Porsche 911/939 3.3. Turbo del 1982 (78.500 euro). Nel complesso, la vendita ha incassato 1,6 milioni.

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