Apple punta sull’Nfc e comunica i dati sulla trasparenza

Fotografia: tecnologia nfc in crescita (Primakov / Shutterstock.com)

Apple ha sempre puntato sulla tecnologia Nfc, presentando nel 2014 il primo melafonino con comunicazione in prossimità integrata, ottimizzato per pagamenti con l’app dedicata di Cupertino.

In un futuro non molto lontano l’iPhone potrebbe essere usato per sbloccare l’uscio di casa e la porta della stanza d’albergo, per aprire la portiera dell’auto e per pagare il biglietto su bus e treni. A renderlo possibile proprio la tecnologia Nfc, che Apple  vorrebbe mettere a disposizione degli sviluppatori per ampliarne gli utilizzi. Il chip Nfc (near-field communication) consente lo scambio di informazioni “senza contatto”. Presente sull’iPhone 6 e i modelli successivi, finora è stato usato da Apple principalmente per l’Apple Pay, cioè per fare pagamenti avvicinando il melafonino alla cassa, senza bisogno di tirar fuori dal portafoglio i contanti o la carta di credito.

Apple, alla conferenza degli sviluppatori in programma fra una settimana, potrebbe presentare la novità nell’aggiornamento del sistema operativo di iPhone e iPad, l’iOS 12. Tra le applicazioni future ci sarebbe la possibilità di usare l’iPhone per aprire la porta di casa o per entrare nella propria camera d’hotel o anche nell’auto. I dipendenti di Cupertino starebbero già testando la funzione per aprire le porte della nuova sede aziendale. Come già avviene regolarmente in Giappone, inoltre, il chip Nfc potrebbe essere usato per pagare i mezzi di trasporto pubblici.

Per quanto riguarda la trasparenza. Nel secondo semestre del 2017, Apple ha ricevuto un numero 29.718 richieste di informazioni da parte dei governi a livello globale, relative a 309.362 dispositivi. Il dato emerge dal rapporto sulla trasparenza diffuso dalla compagnia. Si tratta, ad esempio, dei casi in cui le forze dell’ordine si occupano di persone che hanno richiesto assistenza per localizzare dispositivi persi o rubati, oppure di indagini anti-frode che coinvolgono più device.

Apple ha annunciato che, a partire dal rapporto sulla trasparenza relativo al secondo semestre 2018, inizierà a riferire anche sul numero di applicazioni per cui i governi hanno chiesto la rimozione dall’App Store, a causa di presunte violazioni di leggi o policy. Le richieste sui dispositivi prevedono generalmente che Apple fornisca i dettagli dei clienti associati ai device. La società fa sapere di aver fornito le informazioni richieste nel 79% dei casi. A livello geografico, è la Germania ad aver inoltrato il maggior numero di domande: 12.481. Dagli Usa ne sono arrivate 4.450, mentre l’Italia si è limitata a 639 richieste relative a 1.234 dispositivi, ottenendo informazioni nel 72% dei casi.

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