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    App e salute: allarme privacy

    Fotografia: App mediche: serve più riservatezza (Shutterstock)

    Dall’università di Toronto suona un allarme privacy sulle app che raccolgono dati sulla salute. I dati condivisi da questi software arriverebbero a soggetti estranei all’ambito medicina/salute, come ad esempio Amazon e Facebook.

    I ricercatori hanno tratto queste conclusioni dopo aver testato alcune app presenti su Google Play, usate dal pubblico e dagli operatori professionali in Canada, Usa e Australia, tra cui il motore di ricerca per articoli scientifici Medscape, la app per cercare sintomi Ada e la guida ai farmaci drug.com, simulandone l’uso con dei profili creati ad hoc.

    Quasi tutte le applicazioni condividevano i dati al di fuori della app stessa. In totale sono state identificate 55 entità che ricevevano i dati degli utenti, tra cui sia compagnie legate a quelle che avevano sviluppato l’applicazione che terze parti, comprese società che raccolgono dati ai fini analitici o commerciali. “Il problema qui è che non c’è niente di illegale – spiega l’autore principale Quinn Grundy  – ma se si guarda ai sondaggi le persone pensano che i propri dati sanitari siano particolarmente sensibili e personali, e dovrebbero essere protetti“.