Antonella Salvucci, una vita tra teatro, cinema e televisione

 

 Dalla terra del Sol Levante, torniamo in Italia, ancora una volta nella città eterna, per intervistare Antonella Salvucci, Maxim Star di oggi.

Antonella ha affrontato il duro mondo dello spettacolo grazie alle sue capacità, insieme a un carattere estremamente gentile ma determinato, che le hanno permesso di ottenere ruoli di spicco sia in televisione che al cinema. Vedendo il suo aspetto perfetto, il viso mozzafiato e gli occhi penetranti, non pensereste che siano il biglietto da visita perfetto per il mondo dello spettacolo? Certamente ma non è abbastanza. Non basta essere belli, né in Italia né negli Stati Uniti, dove, quando possibile, studia recitazione. Affrontare questo ambiente richiede preparazione, studio, dedizione, sacrificio, come dice Antonella.

Antonella viene notata come modella e inizia a lavorare a eventi come il FantaFestival (2003-2011), il Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni di Venanzo (2004-2011), il Roma Film Festival e molti altri, anno dopo anno, fino al Gran Galà del 64o Festival di Sanremo 2014.

In televisione conduce “Ciak si gira” (dal 2002 ad oggi), mentre a teatro partecipa  ai musical Vampiri (2004) diretto da Bruno Maccallini, e Pulcinella (2008) diretto da Lino Moretti, nel ruolo di Lara Croft.

Sul grande schermo arriva nel 2002 con “Apri gli occhi e sogna” di Rosario Errico, seguito da “The Torturer”, film horror nel 2005 di Lamberto Bava, e “L’educazione sentimentale di Eugenie” di Aurelio Grimaldi, basato sulle opere letterarie di De Sade, nel ruolo di protagonista.  Nel 2006 collabora con Paolo Sorrentino ne “L’amico di famiglia”, nel 2007 di nuovo con Rosario Errico in “Ballerina”; a questi seguono film commerciali e altri impegnativi come “Bellerofonte” (fantasy diretto da Domiziano Cristopharo nel 2012).

Antonella partecipa anche a diverse serie TV di successo, come Maresciallo Rocca, Il bello delle donne, Distretto di Polizia, Notte prima degli esami ’82, Le due leggi, e Il restauratore 2. Nonostante il duro lavoro, e il sfide future, non dimentica la quotidianità, lavorando per aumentare la consapevolezza tra la gente del problema del femminicidio.

 

Antonella, qual è la tua qualità nascosta?

La totale fiducia negli altri e la visione della sola parte buona del mondo unita a quel tipo di sensibilità che proteggo fortemente e svelo solo quando mi sento sicura ed in linea con i miei simili 

A proposito di essere in linea/sintonia, cosa consiglieresti a un uomo che voglia corteggiare una donna?

Non devono credere al falso mito che essere premurosi e troppo affettati all’inizio dia buoni risultati , meglio essere se stessi per non creare aspettative che dopo pochi mesi crollano

Altro?

Non prendersi sul serio e cercare il gioco con una donna per farla divertire e portarla ad aprirsi in modo fluido e guardarla costantemente negli occhi, spogliarla con lo sguardo anche e soprattutto in pubblico, per farla sentire importante e desiderata.

Come curi il tuo aspetto fisico?

Al momento sto approfittando troppo della genetica e non dedico molto tempo alla palestra. Approfitto di ogni occasione per camminare a passo svelto: è l’esercizio più utile ed efficace per mantenersi in forma.

Hai una passione che pochi conoscono?

Adoro gli aeroplani da quando ero bambina, sono stata anche sul punto di diventare una hostess. Appena possibile vado a una scuola di volo, mi faccio portare in alto dove i problemi sembrano più piccoli. A volte ho anche pilotato.

Hai solo dieci minuti liberi, come li impieghi?

Meditando: anche dieci minuti al giorno mi permettono di estraniarmi e visualizzare meglio i miei obiettivi.

Passiamo dall’introspezione al contatto con gli altri. Usi i social media?

Certo. Nonostante sia un mezzo virtuale spesso si riesce quasi ad avvertire la spontaneità e lo stato d’animo di chi ti scrive, ci sono persone che trasmettono sensazioni positive. Non sopporto, invece, i soliti complimenti gratuiti che poi deviano sul personale: la classica adulazione che mira a un incontro live.

Perché sentiremo ancora parlare di te in futuro?

Per la rara abilità di saper stupire, sempre, con delle scelte artistiche controcorrente, con dei ruoli lontanissimi da me ma che rappresentano una sfida continua, andare in scena cambiata, anche imbruttita, senza aver paura di scalfire minimamente la mia prorompente femminilità.

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