Alla ricerca dell’immortalità

Fotografia: Shutterstock

Che cosa fareste se sapeste che esiste un elisir di lunga vita? Non sareste tentati di provarlo? La brutta notizia è che non è ancora stato scoperto, la buona è che tutti i maggiori tycoon del mondo stanno investendo nella sua ricerca, Silicon Valley in testa.

Mark Zuckerberg, per esempio, ha elargito fondi a BioRxiv, specializzato nella pubblicazione di articoli scientifici su temi biologici prima che questi giungano alle redazioni delle riviste scientifiche internazionali. Il finanziamento rientra nel più ampio progetto da tre miliardi di dollari in dieci anni dedicato a cura e prevenzione delle malattie.

Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, cinque anni fa hanno dato vita a Calico – l’acronimmo sta per California Life Company – un’azienda di ricerca nel settore delle biotecnologie che ha tra i suoi obiettivi principali la lotta all’invecchiamento. “La nostra missione – si legge sul sito – è sfruttare tecnologie avanzate per aumentare la nostra comprensione della biologia che controlla la durata della vita”. Al momento, però, bocche cucite sui progetti in campo.

Larry Ellison, co-fondatore della multinazionale d’informatica Oracle, dona centinaia di migliaia di dollari agli studi sulle terapie allunga-vita.

E non mancano le visioni più radicali: sempre in casa Google c’è la proposta da Ray Kurzweil, ingegnere capo di Mountain View. Kurzweil crede che in futuro verranno iniettati minuscoli “nanobot” nel nostro sistema circolatorio che si occuperanno della nostra salute e accresceranno le nostre capacità, fino a renderci più simili a macchine che a uomini.

Ancora più spinta l’idea del magnate russo Dmitry Itskov che vuole diventare immortale entro il 2045 trasferendo la sua personalità in un avatar controllato da un’interfaccia cervello-computer. Itskov per garantire la vita eterna vorrebbe estrarre i cervelli dalle scatole craniche per inserirli in veri e propri avatar robotici. Un’altra iniziativa visionaria di Itskov riguarda l’upload della mente e della personalità umana in un computer, dopo la morte. Corpo e vita materiale verrebbero totalmente abbandonati: continueremmo a vivere sotto forma di ologrammi che vagano nella rete, pura energia senza più alcun legame con il mondo fisico. Possibilità degne di un film di fantascienza. Le tesi di Kurzweil e Itskov sono tra le più controverse in ambito bioetico. Ma non esistono limiti al desiderio di una vita eterna e, nel caso delle persone citate, nemmeno di disponibilità finanziaria

  • Mostra Commenti

L indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *

Commento *

  • name *

  • email *

  • website *

Potrebbe piacerti anche

Ora legale dannosa alla salute? Arriva la consultazione Ue

Con l’ora legale si spostano avanti di un’ora le lancette degli orologi per sfruttare ....

Lo studio: ideale svegliarsi presto

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Chronobiology International – coinvolte 433.268 persone, tra i 38 e ....

Sex Games in crescita in Italia

I “Sex Games” – intesi come utilizzo di cosmetici per la coppia, gel, dildo ....