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    Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi in donchisci@tte

    Fotografia: Stefano Fresi (ANSA)

    E’ in scena in prima nazionale fino al 9 dicembre al Teatro Erba di Torino, “donchisci@tte” liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi.

    Si tratta di una rappresentazione teatrale ironica e graffiante in cui i mulini a vento vengono sostituiti da moderni mostri contro cui in qualche modo si deve sempre e comunque combattere. Un’analisi inedita dei nostri tempi che passa tra le quinte e il palcoscenico per arrivare in platea e che nel Teatro, luogo e arte, trova un mezzo di comunicazione sicuramente appropriato.

    Lo spettacolo – spiega il regista, Davide Iodicescaturisce da una scrittura originale che a sua volta prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità”.

    Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancho che è insieme figlio e disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene.

    “Se avessimo un pizzico del coraggio e del senso di giustizia del Don Chisciotte ‐  sottolinea l’autore, Nunzio Caponio ‐ forse, le nostre folli vite troverebbero finalmente un senso”.

    Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA. Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi annodati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione.

    E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

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