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    Addio merendine, a scuola pane e olio come 50 anni fa

     

    La scuola primaria Stella Cilento rilancia pane ed olio all’ora di merenda, proprio nella regione col più alto tasso di obesità infantile

    Maria De Biase, la Preside dell’Istituto Comprensivo Statale Santa Marina – Policastro è una donna della Terra dei Fuochi. Da luoghi difficili da scuotere e cambiare nel profondo, come Marano di Napoli, la professoressa e stata spostata nel Cilento.

    La lotta per l’ambiente, però, se l’è portata dietro. Nella scuola di Policastro l’ambizioso progetto della preside è cominciato 12 anni fa, dalla raccolta differenziata. Il risultato è stato l’eliminazione delle stoviglie usa e getta dalla cucina e dalle mense, grazie all’appoggio di colleghi e collaboratori che hanno sposato la sua causa, ed è culminato con questa rivoluzionaria quanto semplice iniziativa: la merenda a pane e olio, con prodotti di provenienza completamente locale.

    Figlia di contadini, la De Biase lascia spesso ai ragazzi la possibilità di trascorrere tempo all’aria aperta, di costruirsi e ripararsi piccoli oggetti da soli, sensibilizzandoli all’amore per la natura ed alla genuinità del fai-da-te.

    Qualche critica e’ stata mossa nei confronti di questa educazione che sembra quasi non formale, da boy scout più che da classica scuola elementare. Tuttavia il grande tema d’attualità di oggi è proprio questo: la riscoperta del rispetto. Rispetto per la natura, per le persone, per ciò che abbiamo dato da troppi anni per scontato. Una scuola che mette al centro l’educazione al rispetto è una scuola che non ha bisogno delle ore di educazione civica.

    “Quando si muove il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.”

    Mentre i ragazzi si sono dimostrati subito contenti, buttandosi sulla novità direttamente col palato, i genitori si sono posti inizialmente più restii. L’idea sembrava vecchia, bucolica, superata, e sicuramente più faticosa rispetto ad inserire la merendina bell’e pronta nello zainetto.

    Il progetto ha però riscosso successo anche oltre i confini della Regione e un’altra scuola, a Bagno a Ripoli, ha eliminato le macchinette per la merendine.

    Ci vorrà ancora del tempo perchè la “rivoluzione” si espanda a macchia d’olio. Ma la sensibilizzazione è un processo lento, come la semina.