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    Addio di De Rossi alla Roma: la fine di un’era

    Fotografia: ANSA

    Dopo 18 anni nei giallorossi il capitano della Roma lascia la capitale. Continuerà a giocare all’estero

     

    Che De Rossi prima o poi avrebbe lasciato la Roma si sapeva, ma nessuno si aspettava che sarebbe accaduto quest’anno. Il 26 maggio il capitano della Roma disputerà la sua ultima partita con la maglia giallorossa dopo di 18 anni di onorato servizio. Ad annunciarlo è la stessa società sportiva capitolina tramite un tweet postato questa mattina e a cui è stato allegato un video celebrativo dedicato al centrocampista della lupa. Dopo 614 partite e 63 gol con una sola maglia, l’unico calciatore che poteva raccogliere l’eredità di Francesco Totti, dà l’addio ai tifosi.

     

    LE PAROLE DI DE ROSSI

    Nella conferenza stampa appena rilasciata dal capitano romanista, dove erano presenti anche gli altri calciatori, si apprendono i motivi che stanno dietro la decisione. De Rossi è evidentemente emozionato e, si potrebbe dire, deluso. L’addio è arrivato perché la società ha deciso di non rinnovare il contratto al calciatore romano, a cui invece è stato chiesto di entrare a far parte della dirigenza. De Rossi, però, ha rifiutato l’offerta: avrebbe voluto continuare a giocare per “un altro anno o due”, ma, prima in quanto tifoso e poi da capitano, rispetta le decisioni della società e decide di mettersi da parte. Il suo addio, dice il centrocampista, lo aveva immaginato diversamente: “zoppo e con i cerotti, ma con la società che cercava di trattenermi a tutti i costi. Purtroppo, non è andata così, ma va bene lo stesso. Io il contratto me lo sarei rinnovato”.

    La decisione, quindi, non riguarda il calciatore, ma la società. De Rossi avrebbe continuato, la Roma no. E così, tra le polemiche, che ricordano immediatamente l’addio di un altro capitano, Totti, si chiude definitivamente un’era.

    Per quanto riguarda il futuro, la destinazione è ancora incerta. Ciò che si sa è che De Rossi vuole continuare a giocare e lo farà sicuramente all’estero.

     

    UN SIMBOLO DEL CALCIO ITALIANO

    La notizia ha fatto in breve tempo il giro del mondo, scatenando l’ira dei tifosi giallorossi sul web: la rabbia è contro la società, rea di aver lasciato andare un simbolo di Roma quando non era ancora necessario. De Rossi, però, non è soltanto il simbolo della capitale, ma del calcio italiano. La scelta di sposare a vita la causa romanista, le prestazioni in nazionale: in breve tempo De Rossi diventa il simbolo della fatica, dell’impegno, del talento. Dopo l’esordio in Champions a soli 18 anni voluto da Capello a ottobre 2001, la sua carriera impenna vertiginosamente: viene nominato miglior calciatore giovane nel 2006, miglior calciatore italiano nel 2009, le migliori squadre d’Europa lo cercano invano. Con 117 presenze e 21 è il giocatore della Roma che conta più presenze e gol in Nazionale, il quarto per presenze in assoluto dal dopoguerra.