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    A un metro da te: amore e fibrosi cistica

    Fotografia: Haley Lu Richardson (Notorious Picture)

    di Simona Santoni

     

    A UN METRO DA TE – Regia di Justin Baldoni, con Haley Lu Richardson, Cole Sprouse, Moisés Arias, Elena Satine, Claire Forlani. Drammatico/romantico, Usa, durata 116’.

    Sulla scia di Colpa delle stelle, Noi siamo tutto, Il sole a mezzanotte, storie di amori giovanili e malattie, ecco un altro film young adult tra aghi cannula e sentimenti quasi impossibili: A un metro da te, dal 21 marzo al cinema con Notorious Pictures. Dramma romantico adolescenziale, ordito con generose dosi di umorismo e positività, ha ottime intenzioni, buone interpretazioni, discreto svolgimento, sino al finale che caracolla con piroette di trama lacrimevoli, che vorrebbero chiamare all’appello fazzoletti e magoni e invece fa solo storcere la bocca.

    Protagonisti sono Stella (Haley Lu Richardson) e Will (Cole Sprouse), due diciassettenni che hanno una cosa in comune: la fibrosi cistica. La fibrosi cistica è una malattia genetica grave, poco nota ma dannatamente limitante e pericolosa, che colpisce l’apparato respiratorio e digerente, ostruiti da un muco denso. Il muco non è certo la cosa più sexy, in una storia d’amore, ma il regista statunitense Justin Baldoni si affida a due star per renderla d’appeal: Haley Lu Richardson è una delle protagoniste del teen thriller Ravenswood; Cole Sprouse, spesso insieme al fratello gemello Dylan, è sugli schermi da quando è bambino, dalla sitcom Friends sino alla serie tv ancora in corso Riverdale.

    Il luogo in cui Stella e Will si incontrano non è né la scuola né il pub ma l’ospedale. Lei è grintosa, maniaca del controllo e scrupolosa nel seguire le cure; attaccata al suo laptop documenta il decorso ospedaliero via social, con ammirevole energia. Lui è un po’ maledetto, come solito canovaccio dispone, disfattista e arrabbiato. Per quanto non vogliano ammetterlo a se stessi, tra i due è amore a prima vista. E forse è un altro scherzo del destino, visto che la malattia che hanno entrambi li costringe a mantenersi ad almeno un metro di distanza, per evitare di infettarsi reciprocamente rischiando la morte. Stella spinge pian piano Will a vivere quel che possono al massimo, al di là di polmoni in cerca di trapianto, sepsi in agguato, sondini e aerosol.

    Man mano che il racconto inciampa nei cliché e prova a strattonare le corde del cuore, senza riuscirci come vorrebbe, la cosa buona che resta di A un metro da te è la luce che pone su una patologia tanto complessa come la fibrosi cistica: la rende vicina e compresa.

    Il film è dedicato a Claire Wineland, influencer texana morta a 21 anni nel settembre 2018 dopo il trapianto ai polmoni, famosa per raccontare senza mezzi termini sui social la sua lotta contro la malattia.