Etichette: bugie, silenzi e multe

Fotografia: Più informazioni nelle etichette (Shutterstock)

Le frasi “e sai cosa bevi” e “e sai cosa mangi” sono state usate per anni in campagne pubblicitarie, tavole rotonde ed eventi enogastronomici ma, guardando alle etichette, in realtà servirebbero più informazioni per i consumatori, che spesso non hanno un’informazione completa sugli alimenti che acquistano

E proprio questa ha chiesto il Codacons in un commento alla firma del Presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, al decreto con il quale si assicura l’applicabilità fino al 31 marzo 2020 dei decreti ministeriali che hanno introdotto l’obbligo di indicazione in etichetta.

Le etichette che indicano l’origine delle materie prime devono essere ‘per sempre’ ed essere estese a tutti gli alimenti commercializzati in Italia – spiega il presidente del Codacons Carlo RienziAncora oggi gran parte della spesa degli italiani è anonima e i consumatori non conoscono da dove proviene la materia prima degli alimenti. In tal senso il recente regolamento esecutivo approvato dall’Ue rappresenta un passo indietro sul fronte della trasparenza alimentare, perché lascia ampi margini agli operatori del settore e introduce una flessibilità eccessiva, che impedirà ai cittadini di conoscere la reale provenienza delle materie prime al momento dell’acquisto per una moltitudine di prodotti“.

Rienzi, infine, ricorda che “l’Italia, che si è finora dimostrata all’avanguardia sul tema dell’etichetta di origine, deve continuare a garantire nel tempo i consumatori, estendendo a tutti gli alimenti le dovute informazioni sulle materie prime, anche come forma di difesa del made in Italy“.

Coldiretti ha anche ricordato che scattano da oggi le multe per le bugie e i silenzi sulle etichette degli alimenti. Chi non rispetterà trasparenza e corretta informazioni al consumatore su quello che viene offerto sugli scaffali dovrà pagare sanzioni che vanno da 500 euro a 40 mila euro. La novità è prevista dal decreto legislativo 23 del 15 dicembre 2017 che “dà attuazione” alla disciplina dell’Unione europea di tutela dei consumatori.

Il provvedimento riguarda sia l’indicazione di origine dell’ingrediente principale laddove prevista, ma anche la data di scadenza, la presenza di allergeni, la dichiarazione nutrizionale o le caratteristiche del prodotto come definirlo bio oppure vegan quando invece non lo è. La nuova normativa è un’arma contro la concorrenza sleale a tutela dei consumatori e prevede anche un’eventuale valutazione delle infrazione in sede penale per fatti delittuosi particolarmente rilevanti

 

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