Audiovisivo: Bruxelles detta nuove regole

    Fotografia: Nuove regole per l'audiovisivo (Shutterstock, Inc)

    Intesa politica a Bruxelles sul settore audiovisivo con regole su contenuti, protezione dei minori e pubblicità. Il pacchetto di norme sarà definito entro il 6 giugno, per poi essere formalmente approvato dall’Europarlamento e dagli stati membri.

    Il primo ‘colpo’ lo incassa Netflix sui contenuti. Il colosso streaming, costretto a ritirare dal Festival di Cannes ‘The Other Side of the Wind’, a causa delle decisione dell’organizzazione della kermesse di escludere dalla Palma d’oro i film senza distribuzione in sala, ora dovrà offrire al pubblico del vecchio continente un catalogo con almeno il 30% di film e serie europee. Bruxelles fissava  una quota del 20% entro cui rientravano già Netflix e iTunes (21%) ma, sulla base di una proposta francese, è stato deciso di allargare al 30% lo spazio per le produzioni europee per i servizi video su richiesta. Queste piattaforme dovranno inoltre contribuire alle produzioni cinematografiche europee, tramite investimenti diretti in contenuti o via contributi ai fondi audiovisivi nazionali, in proporzione ai ricavi ottenuti in quel Paese o legati alla nazione dell’utenza alla quale si rivolgono.

    Tra gli altri cambiamenti in corso, è prevista una maggiore flessibilità per la pubblicità in tv con
    un tetto del 20% nella fascia giornaliera e in prima serata, e l’estensione delle tutele per i minori di fronte alla ‘reclame’ delle tv online così come delle regole contro istigazione all’odio, violenza, terrorismo.

    Viene inoltre garantita alle tv tradizionali anche l’integrità del segnale, ovvero il divieto da parte delle smart tv digitali di modificare o aggiungere opzioni a quanto viene trasmesso in analogico come per esempio la possibilità di registrare programmi sul cloud, salvo accordo commerciale specifico.

     

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