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    Ristoranti chiusi? 20 ottimi vini da bere a casa

     
    Quelle che ci aspettano sono settimane lunghe e, inutile nasconderlo, noiose: con bar e ristoranti chiusi la sera, il coprifuoco e tutte le altre limitazioni imposte dal lockdown ci restano ben poche cose con cui far passare il tempo. Una, sicuramente, è la cucina, ma che siate o meno dei provetti master chef un buon calice di vino non potrà mai mancare, perché rinfranca, avvolge e riscalda.
    Ecco allora una carrellata di 20 vini a meno di 30 euro per poter passare le prossime sere in compagnia di ottime etichette a prezzi accessibili.

    I Quattro Bastioni Romagna Sangiovese Superiore Doc 2018 Poggio della Dogana

    Poggio della Dogana, giovane cantina di Terra del Sole, conta su 20 ettari vitati, 9 dei quali nel comune di Castrocaro e 11 a Brisighella: qui si producono Sangiovese di Romagna Doc e, dal 2020, Albana di Romagna Docg, vitigni saldamente ancorati alla loro terra di produzione, di cui ne raccontano storia e leggende. I Quattro Bastioni Romagna Sangiovese Superiore Doc di Poggio della Dogana è un vino 100% Sangiovese proveniente da agricoltura biologica. Di colore rosso rubino, ricorda profumi di frutta rossa, dalla ciliegia alla prugna, all’amarena. Al gusto è intenso, fragrante, con una freschezza sorprendente che spinge sul frutto rotondo, ideale da abbinare ad una tartare di carne o ad un risotto al Sangiovese e radicchio. Un vino schietto, chiaro, piacevolissimo, che sa di lamponi, viola, arancia sanguinella.

    Memor Puglia Igt Primitivo Cantine Ferri

    Certi vini sono afrodisiaci allo stato liquido, come questo Memor, che porta con sé la sensualità delle uve appassite in pianta e la potenza di un affinamento lento e paziente. Uno dei Primitivo più buoni che potrete mai bere nella vostra vita, a un prezzo sorprendente quanto questo vino, prodotto da Cantine Ferri di Valenzano in provincia di Bari, a due passi dall’Abbazia romanica Ognissanti di Cuti, risalente all’XI secolo. Al naso è confettura di marasca e di prugne e macchia mediterranea, in bocca è un velluto che sa di frutta nera sotto spirito, ginepro, more, amarene e canditi. Piacere allo stato puro, e senza sensi di colpa.

    Rosso Dei Notri Toscana Igt 2019 Tua Rita

    Il Rosso dei Notri è un vino che fa della giovinezza il proprio punto di forza, dove un interessante ventaglio di profumi apre a un sorso in cui è il tannino a evidenziarsi con vigore. Si tratta di un IGT Toscana in cui il vitigno autoctono Sangiovese interagisce con maestria con uve internazionali, dando vita a un’etichetta altamente artigianale, che ci introduce ai grandi rossi realizzati dalla cantina Tua Rita, ma a un prezzo decisamente concorrenziale. Rosso dei Notri è un blend: accanto a un 50% di Sangiovese, troviamo tre vitigni internazionali, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, ed è un vino capace di sedurre. Al naso richiamano note di frutti di bosco, impreziosite da sfumature di spezie e aromi boisé. Al palato è di buon corpo, con un sorso complesso dove sono i tannini a evidenziarsi maggiormente, senza risultare però mai invasivi.

    Conchiglia Lugana Doc 2019 Citari

    Turbiana al 100%, è stato il primo vino prodotto da Citari, azienda agricola che ha la fortuna di sorgere in un luogo ricco di storia, il Colle di San Martino, vicino all’omonima torre eretta a ricordo della battaglia che, combattuta proprio in quest’area il 24 giugno 1859, aprì la strada all’Unità d’Italia. Sorprendente per l’eleganza, l’intensità degli aromi e la freschezza, il Lugana Conchiglia presenta sentori di frutta delicati e ammiccanti, c’è la mela, la pesca bianca e gli agrumi, in un perfetto bilanciamento che gli consentono di abbinarsi bene sia all’aperitivo, sia a tutto pasto. Affina in acciaio per sette mesi di cui circa sei su feccia fine. Il nome deriva dai ritrovamenti fossili venuti alla luce anni fa durante alcuni lavori di sistemazione di uno dei vigneti: conchiglie incastonate in sassi e pietre.

    Collepiano Sagrantino di Montefalco Docg 2016 Arnaldo Caprai

    Questo Sagrantino di Arnaldo Caprai sa stupire per dettaglio, per finezza e per il suo grande equilibrio, figlio di una maturazione in barrique di circa 22 mesi che nel bicchiere svela tutta la profondità della tipologia. Al naso esprime sentori di confettura di mora, pepe, chiodo di garofano e vaniglia, una nota balsamica e un tocco di cipria. Al palato è potente e al tempo stesso elegante, caratterizzato da una trama tannica di incredibile precisione e fattura, chiude lunghissimo, su note di mora di rovo.

    Kerner Alto Adige Valle Isarco Doc Sabiona 2018 Cantina Valle Isarco

    Fondata nel 1961 da 24 famiglie, Cantina Valle Isarco è la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige e quella che fa da portabandiera di questo territorio tutto da scoprire. Soprattutto per il Kerner, un incrocio di Schiava e Riesling creato a Weinsberg (Germania) intorno al 1930: il top di gamma è il Kerner Sabiona, prodotto su ripidi pendii dei possenti rilievi dioritici di un’alta rupe dove si erge l’antichissimo monastero di Sabiona, che sorveglia il borgo di Chiusa. Pigiatura delicata dopo un breve tempo di contatto con le bucce, fermentazione a temperatura controllata in botti di legno di acacia, a cui segue una maturazione sulle fecce nobili in tonneaux per 15 mesi e ulteriori 9 mesi in bottiglia, regalano un vino dal profumo intenso, aromatico, con sentore di albicocca e pesca. In bocca è speziato, intenso, con un’acidità marcatamente vivace.

    Notti di Luna Piena Malanotte del Piave Docg 2013 Ca’ di Rajo

    Avvolgente e longilineo, è un vino che non delude mai. Una leggenda lo copre di mistero: si racconta che nelle notti di luna piena, il diavolo scenda sul paesino di Rai di San Polo di Piave – dove ha sede la cantina Ca’ di Rajo – poggiando un piede sulla torre di Rai, costruita per motivi strategico-militari nel X secolo su fondazioni romane, e l’altro sul campanile della Chiesetta del Carmine, risalente al 1300. Non è da meno il vino: il Raboso Malanotte del Piave Docg è di origine molto antica, le cui tracce risalgono già ai tempi di Marco Polo. Conosciuto come un “cavallo di razza difficile da domare” è un vino estremo per la sua natura forte e rabbiosa, per questo viene vinificato con la tecnica dell’appassimento delle uve in fruttaio per circa 90 giorni, trascorsi i quali si effettua la vinificazione. Terminata la fermentazione alcolica il vino viene lasciato maturare in botti e barrique per circa 36 mesi prima di andare in bottiglia. Al naso profuma di marasca, mora, un tocco di viola e un accenno di cuoio. In bocca è felpato, con una bella acidità e aromi di mirtilli, prugna, amarena, spezie dolci, cacao e un finale balsamico.

    Flora Alto Adige Chardonnay 2018 Doc Girlan

    Nel 1923, l’unione di una ventina di viticoltori ha dato origine alla cantina Girlan, che prende il nome dall’omonima località dell’Alto Adige, Girlan, ovvero Cornaiano. Oggi, a distanza di poco meno di un secolo, quei 23 viticoltori si sono trasformati in circa duecento soci conferitori, a fronte di una superficie vitata che raggiunge complessivamente i 220 ettari, e conta appezzamenti distribuiti nelle migliori zone della Bassa Atesina e dell’Oltradige. Lo Chardonnay Flora è fermentato in botti di rovere francese da 12 e 15 hl, dove trascorre ulteriori 12 mesi a contatto con le fecce fini. Un grande bianco, intenso nella sfera olfattiva, che apre su note di mela e pompelmo, seguite da sentori di fieno, ortica e tocchi tostati lievi, tutti sentori che si ritrovano in bocca, dove risulta avvolgente, con una netta sapidità.

    Riesling Trocken 2018 Dr.Fischer – Hofstätter Mosel

    Incorreggibile e impossibile da lasciare, come canta Lucio Battisti in “Ancora tu”. I vini di Dr.Fischer – Hofstätter Mosel sono così.  Di colore giallo paglierino, al naso presenta le classiche note del terroir della Mosella (la più antica zona vitivinicola della Germania) di pietre focaie e agrumi, preludio di un gusto ricco, complesso, instancabile e mai noioso. L’elegante acidità rende il Riesling facilmente abbinabile con antipasti e piatti di pesce.

    Soave Classico Doc Vintage Edition 2017 Bertani

    Dici Bertani e pensi all’Amarone, ma in verità da questa cantina mitica per ogni wine lover esce anche un bianco di grande fascino, al punto da essere stato inserito nel menu per l’incoronazione di Giorgio VI d’Inghilterra nel 1937. Stiamo parlando di questo Soave Classico Vintage Edition, che ha la particolarità di nascere dall’unione di due vendemmie: una parte delle uve, circa il 40%, viene raccolta nel mese di settembre, e vengono fermentare tradizionalmente in bianco; la parte restante delle uve viene raccolta a fine ottobre, dopo attenta selezione dei grappoli, e viene vinificata “in rosso” con fermentazione sulle bucce, come si faceva negli anni Trenta. Poi, i due vini vengono uniti e affinano in vasche di cemento per 12 mesi. Il risultato è un Soave minerale, fresco, bevibile e caleidoscopico, pieno di carattere, seducente: note di pesca, pera, albicocca e uva spina al naso, in bocca sapidità, ancora albicocca, un tocco di pesca, agrumi, grande mineralità, persistenza.

    Torricella Toscana Igt 2017 Ricasoli

    Ricasoli è una delle celebri cantine della Toscana, tra le più antiche e ricche di storia della nostra penisola, famosa per i suoi vini rossi e in particolare per il Sangiovese prodotto nella splendida zona del Chianti Classico. In comune con i rossi, il Torricella ha il carattere del grande vino, di un bianco che seduce per armonia, ricchezza aromatica e capacità di evolvere nel tempo con una buona propensione all’invecchiamento. È un bianco che unisce la morbidezza di un grande Chardonnay affinato in legno, con la freschezza del Sauvignon Blanc: nasce così questa interessante etichetta, che spicca per originalità e complessità aromatica. Sentori fruttati e note agrumate, albicocca e limone, un tocco di acacia e sottili rimandi vanigliati rapiscono il naso e rivelano i 9 mesi di affinamento in legno sulle fecce di questo vino quasi al 100% Chardonnay (e con una percentuale minima di Sauvignon blanc). Il palato corrisponde all’olfatto, è fresco e persistente, gradevolmente minerale in chiusura.

    Maso élesi Pinot Nero Trentino Superiore Doc 2016 Cantina Riva del Garda

    Ben fatto, piacevolissimo, appagante, un Pinot Nero dai tratti mediterranei, equilibrato e setoso.  Al naso offre un’elegante complessità di sfumature: note di frutta rossa fresca, che vanno dal mirtillo rosso alla marasca, e note floreali di rosa, sono ben integrate con sentori più speziati di ginepro, vaniglia, cacao amaro. Al palato presenta tannini compatti ma armonici, chiudendo con una bella sensazione di freschezza e di sapidità che ne danno grande bevibilità. Resta in bocca il richiamo alle sensazioni odorose percepite in precedenza.

    Diodoros Terre Siciliane Igp 2016 Cva Canicattì

    Frutto della convenzione tra l’ente Parco della Valle dei Templi di Agrigento e la cantina CVA Canicattì. Vino e archeologia concorrono a fare grande un territorio ricco di storia, dove l’agricoltura svela il senso e l’origine della civiltà. Un orizzonte condiviso che ha dato vita a un progetto dal grande valore simbolico, un valido esempio di mantenimento e sostenibilità ambientale di un paesaggio immerso in un contesto unico e di grande valore.  “Diodoros – il Vino della Valle” prende vita nei vigneti posti sotto il tempio di Giunone, un giacimento viticolo di grande interesse, frutto di una “selezione” naturale che i vignaioli della valle hanno operato nel corso degli anni interpretando al meglio gli aspetti pedoclimatici.  Il vino è un blend delle varietà di Nero d’avola – 90% –  Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese – per la restante percentuale –   coltivate a spalliera; dopo una classica vinificazione in rosso il vino è stato affinato prima in vasca (2 mesi) e poi in barili di rovere (10 mesi), quindi 6 mesi in bottiglia. Al naso si presenta con sentori di frutta di bosco e note coinvolgenti di ciliegia, marasca, ribes nero e pepe nero. In bocca è intenso e deciso con un gusto pieno, i tannini sono fitti e morbidi, un complesso di grande armonia molto interessante.

    Cruino Rosso Veronese Igt 2016 Zeni 1870

    Gaetano Zeni – da tutti conosciuto come ‘Nino’ – fondatore di questa cantina storica di Bardolino,  aveva un temperamento creativo che lo ha spinto a prendere la storica decisione di puntare sulla vinificazione di singole tipologie di uve, dando valore al luogo dove veniva coltivata la vite e portando novità anche sulle tipologie dei vini proposti tutt’oggi dalla cantina: il Cruino e il Costalago sono infatti il frutto di una sua meticolosa ricerca, capace di regalare sensazioni ed equilibri oggi apprezzati in tutto il mondo. E proprio Cruino è uno dei vini interessanti di quest’azienda: 100% Corvina Grossa lasciata appassire in plateau, si eleva in barrique di rovere francese per 10–18 mesi, a seconda dell’annata. Il risultato è un vino caldo e sensuale, pieno, avvolgente, minerale, leggermente balsamico, che profuma di fieno e frutta secca. Ricorda, ovviamente, l’Amarone ma è più “facile” da bere e abbinare.

    Orci Toscana Rosso Igt 2018 Fattoria di Petrognano

    Immersa in un luogo d’incanto nel cuore del Chianti, a due chilometri dal paese di Montelupo Fiorentino, la Fattoria di Petrognano è di proprietà della famiglia Pellegrini dal 1962. Taglio di chiara impronta regionale – Sangiovese e Colorino –, l’Orci è vinificato in anfore di terracotta al naturale, con una macerazione sulle bucce di tre mesi, un ritorno al passato che rispolvera una tecnica di vinificazione tanto antica quanto affascinante. I sentori al naso di frutti di bosco, viola e amarena, si ritrovano anche in bocca, dove si esprime con sensazioni vellutate e di corpo, in un insieme intrigante.

    Nussbaumer Gewuerztraminer 2019 Cantina Tramin

    Il Nussbaumer è il Gewürztraminer in stile sudtirolese e questo soprattutto grazie al suo grandissimo equilibrio tra componenti aromatiche e acidità, che lo rendono davvero di grande piacevolezza. Nussbaumer intriga già con il suo sorprendente ventaglio olfattivo di note fiorite di petali di rosa, fiori bianchi speziati come giglio, ylang ylang, tiarè; note esotiche di frutta gialla matura, melone, mango, maracuja, buccia di limone; spezie aromatiche quali cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero, zafferano. In bocca è corposo, profondo, speziato, succoso, è fresco e molto minerale, cosa che si accentua con l’invecchiamento, rendendolo ancor più seducente e dal finale estremamente persistente.

    Friulano Toros

    Toros é una cantina che racconta la storia comune di molte famiglie del vino, animate da grande passione e tenacia da più di una generazione. Il fiore all’occhiello è il Friulano, vino  davvero seducente, morbido come il cachemire e profumato al punto giusto. Sa di mandorla e di fiori, ed è florido come una ragazza nel fiore dei suoi anni. Al naso i profumi sono molto delicati, in bocca è asciutto, pieno, invitante, elegante, un crescendo di mineralità che lo rende perfetto con un altro prodotto di punta della zona, il prosciutto crudo di San Daniele o di Cormons.

     

    Rosamati Toscana Rosato Igt 2019 Fattoria Le Pupille

    Elisabetta Geppetti, anima e cuore di Fattoria le Pupille, è una delle Donne del vino più amate. La sua eleganza innata si rispecchia perfettamente nei suoi vini, così come la sua personalità. «Rosa Mati, donna forte e piena di vita, fu la prima in famiglia a credere nella potenzialità della Maremma e a investire in quella terra fino ad allora inesplorata» e per questo a lei Elisabetta ha voluto dedicare il suo rosato dando vita a questo progetto, frutto di una scelta vocata alla qualità: RosaMati nasce infatti da un vigneto unico e ideale per la produzione di un Syrah vinificato “in rosa” grazie alla sua esposizione più fresca e quindi privilegiata. Cento per cento Syrah, il colore è un bel buccia di cipolla intenso, al naso dominano delicate note di ciliegia, rosa e piccoli frutti rossi. In bocca è fresco, leggermente speziato e fruttato, piacevolissimo.

    Sylvaner Alto Adige Valle Isarco Doc 2018 Thomas Dorfmann

    Il Sylvaner è uno dei vitigni più antichi del mondo ma sicuramente tra i meno conosciuti al grande pubblico. I primi cenni storici di questo vitigno – che gli studi sul Dna hanno rivelato essere un incrocio tra l’uva Traminer  e la varietà “Hunnic” Österreichisch-Weiß (che significa “bianco austriaca”) – si trovano nel trattato naturalistico Naturalis Historia del I secolo d.C. In Alto Adige, però, è arrivato circa 200 anni fa dall’Austria, e ha trovato la sua terra d’elezione tra le maestose montagne che incorniciano la valle Isarco. Tra i piccoli produttori di Sylvaner, c’è Thomas Dorfmann, una figura strettamente legato alla storia enologica della Valle d’Isarco. Figlio del primo enologo e direttore della Cantina Valle Isarco, Thomas ha preso il posto del padre all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso e per ben 27 anni ha firmato i gran bei vini della cantina sociale. Dopo questa lunga e impegnativa esperienza, nel 2018 Dorfmann ha scelto di dedicarsi solo alle sue vigne, eredità di famiglia, le cui uve fino a quel momento venivano conferite alla cantina sociale. Sono appena due ettari di vigneto a Velturno, ogni anno produce 12-13mila bottiglie in tutto, una piccola produzione che vede come fiore all’occhiello il Sylvaner, 4mila bottiglie di un vino che difficilmente può lasciare indifferenti: al naso sprigiona sentori di fieno, camomilla, fiori di sambuco, un pizzico di pera, note che si ritrovano anche in bocca dove la partita si gioca sull’equilibrio tra note fruttate e acidità, corpo e straordinaria scorrevolezza. Un vino appagante, di grande classe.

    Lacrimarosa Irpinia Doc 2019 Mastro Berardino

    Prodotto partendo dalle uve in purezza di Aglianico, varietà tra le più conosciute e diffuse all’interno del panorama enologico regionale della Campania, Lacrimarosa è un vino di grande eleganza, sia al naso sia al palato. Un rosato fruttato e piacevole ottenuto vinificato in acciaio, caratterizzato da un bouquet di frutti rossi, fiori e fragoline. Al palato è morbido, rotondo, succoso e fruttato, un vino che porta allegria e spensieratezza in tavola, rendendo magica l’ora dell’aperitivo.