‘Sposami stupido’: immigrati, matrimoni gay e tanti equivoci

Fotografia: Sposami stupido: un matrimonio gay per evitare l'espulsione (Shutterstock)

Immaginate di essere uno studente immigrato regolare che, da un momento all’altro, si ritrova illegale e costretto ad abbandonare il Paese dove si è trasferito.

E’ la storia di ‘Sposami, Stupido!’, una commedia francese che sembra oltre al tema della migrazione, tocca quelli dei matrimoni gay, del problema della cittadinanza e dell’incontro-scontro tra le culture.

Il film di Tarek Boudali, distribuito da Koch Media dal 20 giugno, racconta di un giovane marocchino, Yassine (interpretato dallo stesso Boudali) che con tanto di biglietto aereo, grazie ai sacrifici della sua famiglia, si trasferisce a Parigi per diventare architetto, ma il destino vuole che, per colpa di una sveglia inascoltata, si addormenti da studente modello e si risvegli da immigrato illegale in Francia. Deve così lasciare Parigi al più presto, ma è troppa la vergogna di tornare in Marocco dove gli orgogliosi genitori lo immaginano già sistemato, come lui ha fatto credere loro. Yassine, dopo aver tentato ogni strada, trova come unica soluzione quella di fare la cosa più inaccettabile per la sua tradizionale famiglia marocchina: sposare un uomo.

Yassine non ha nessuna inclinazione omosessuale come l’uomo che sta per sposare, ovvero Fred (Philippe Lacheau), suo migliore amico, che trova conveniente fare questo passo solo per ritardare le nozze con la compagna con la quale convive. Dopo il matrimonio il giovane marocchino si ritrova con i desiderati documenti di residenza, un bel lavoro e innamorato di una francesina obesa (segno di bellezza nel suo paese). Yassine potrebbe così vivere una vita davvero felice, ma non ha tenuto conto di un ispettore troppo coriaceo, Dussart (Philippe Duquesne), che ha una sola mission: indagare sui matrimoni truffa. Yassine e Fred sono davvero gay o ci fanno? Per i due amici è un crescendo di atteggiamenti omosessuali più popolari e stereotipati pur di non cadere nelle grinfie dell’eclettico ispettore Dussart, un poliziotto capace anche di travestirsi da donna pur di non essere preso in giro da un immigrato arabo.

L’idea è nata tre anni fa – dice Boudali, attore al suo primo film da regista – proprio quando stava per essere approvata la legge sul matrimonio gay. Ho pensato che per chi volesse ricorrere al matrimonio truffa questa cosa avrebbe aperto una nuova strada. Così ho immaginato che se mi fossi ritrovato senza un regolare permesso di soggiorno, avrei chiesto aiuto al mio migliore amico“. “Yassin – spiega poi l’attore-regista – è in fondo un ragazzo gentile che non vuole fare del male a nessuno. Per questo si ritrova a mentire alla sua famiglia e perde pure la sua ragazza. È il tipo di persona che preferisce fuggire piuttosto che affrontare i suoi fallimenti. In fondo, viviamo in un’epoca in cui le apparenze sono fondamentali. Alla sua famiglia così preferisce mentire e dire che ha conseguito il diploma e ottenuto il permesso di soggiorno, tutto meno che la verità“.

Potrebbe piacerti anche

Due cd e un tour per i 50 anni dei Jethro Tull

Lo storico gruppo rock progressive inglese Jethro Tull, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian ....

Una parata di stelle per i 10 anni dell’Agri-rock di Barolo

  Sentendo i nomi Barolo e Langhe, vengono alla mente l’omonimo vino nobile, il ....

70/o Festival Shakespeariano: Gigi Proietti è Edmund Kean

Domani sera, Gigi Proietti, nel doppio ruolo di regista e attore, inaugurerà  al Teatro ....