Pranzo fuori: italiani prediligono qualità e rapporto umano

Fotografia: Pranzo fuori per molti italiani (Shutterstock)

Il bar alla mattina è una meta quasi irrinunciabile per gli italiani: i 150 mila esercizi nazionali sono una vera e propria istituzione da Nord a Sud, un settore da 18 miliardi l’anno.

Come si comportano gli italiani all’ora di pranzo? Il ristorante rimane la scelta preferita quando si tratta di mangiare fuori, ma una persona su tre pranza o cena al bar almeno una volta al mese. Lo afferma una ricerca dell’istituto Ixè resa nota da The Good Burger – Gruppo Restalia, secondo cui a influire di più nella scelta sono il servizio e la relazione con il gestore.

Secondo i dati presentati, il 34% degli italiani va regolarmente (almeno una volta al mese) al ristorante o all’osteria, il 31% al bar o al caffè. Alla domanda su quali sono le motivazioni più importanti dietro la scelta, il criterio principale è risultato il servizio e la relazione con il gestore (48%), seguito dalle caratteristiche del menu (44%), dal prezzo (40%) e dalla varietà della scelta.

In fatto di cibo – spiega Margherita Sartorio Mengotti, a.d di Ixè – gli italiani sembrano badare più alla sostanza che alla forma: l’81% ritiene che sia fondamentale la qualità delle materie prime utilizzate ma è la relazione positiva, amicale con il gestore il primo criterio con cui scegliere dove mangiare. Questo dato racconta meglio di qualunque altro il rapporto che gli italiani hanno con la tavola, la cultura italiana dell’espressione emotiva del cibo. Ognuno di noi ha bisogno di sentirsi accolto, mentre dai nostri studi emerge che si sta perdendo da parte dei gestori questa dimensione empatica“.

Più basse, rispettivamente il 16% e il 14% le percentuali dei frequentatori di fast food e pub. “Per questo tipo di ristorazione – sottolinea Sartoriosta cambiando l’età media della frequentazione. Se una volta erano quasi solo i giovani ad andare ora si arriva ai 44 anni: questo dipende sia dal fatto che consumatore cambia, ma anche da un’offerta che è più salubre“.

 

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