Piste nere? No, nerissime

 

Se in inverno le vostre calzature preferite sono gli scarponi e l’adrenalina è attorcigliata al vostro dna forse alcune già le conoscete. Per tutti gli altri – “sportivi” da divano o sciatori della domenica – ecco un elenco delle cinque discese nere-che-più-nere-non-si-può in Europa

Grand Couloir – Francia

Partiamo coi fuochi d’artificio, la pista più ripida d’Europa. Si trova a Courchevel, in Savoia, all’interno del comprensorio sciistico delle Trois Vallées. Ha una pendenza media del 55%, arrivando a toccare punte dell’80%. Più che una discesa vi sembrerà una caduta. Anzi: il consiglio è proprio quello di non perdere l’equilibrio se non volete trovarvi a rotolare fino alla fine. La particolarità della Grand Couloire – pendenza a parte, ovviamente – è che non è battuta dal gatto delle nevi ma dagli sciatori stessi. Aspettatevi quindi di incontrare gobbe e altre difficoltà lungo il percorso. È solo per sciatori esperti: la pendenza iniziale – abbastanza soft, “appena” del 35% – è compensata dal passaggio molto stretto e dalla presenza dei salti. Poi si allarga ma l’inclinazione aumenta: nei suoi seicentotrenta metri di lunghezza complessiva affronterete un dislivello di trecentoquaranta metri. Se non vi distrae troppo nella seconda parte della pista alzate gli occhi: potrete ammirare le spettacolari guglie di pietra che vi circondano

Kandahar Abfahrt Garmisch – Germania

Questa pista ha un tratto chiamato “caduta libera” (freier Fall in tedesco) in cui la pendenza arriva addirittura al 92%. È tappa storica della Coppa del Mondo di sci e ha ospitato le Olimpiadi del 1936. Questa edizione dei giochi, che si svolse nella Germania nazista, fu la prima ad essere ripresa dalle tv e a poter essere seguita in diretta. Da quell’anno, inoltre, si introdusse la torcia olimpica, il mezzo per trasportare la fiamma la cui accensione dà il via alla manifestazione sportiva.

Il percorso della Kandahar Abfahrt è stato ridisegnato dieci anni fa per motivi di sicurezza e oggi presenta opzioni diverse per le gare maschili e femminili. Resta una delle piste europee da brividi: nei suoi 3.300 metri di lunghezza il dislivello è di quasi un chilometro e il muro ghiacciato finale (gefrorene Wand) mette alla prova anche gli atleti più allenati.

State meditando di andarla a provare? Si trova in Baviera, ai confini con l’Austria. La località porta il nome di due Comuni (Garmisch e Partenkirchen) che si unirono nel 1935 in vista dei Giochi olimpici

Gran Risa, Alta Badia – Italia

In questa classifica non poteva mancare l’Italia, che con i suoi oltre 6.700 chilometri di piste merita ben più di una menzione, nere comprese. Quella che vi consigliamo si trova nel comprensorio Dolomiti Superski, in Alto Adige. È molto tecnica poiché per gran parte dei suoi 1.255 metri di lunghezza attraversa un bosco ricco di pini, abeti e larici. Resta così all’ombra ed è quasi completamente esposta a Nord. Raggiunge una pendenza del 53% e fa parte anche questa del circuito della Coppa del Mondo. Se non ve la sentite di affrontare il muro ghiacciato potete optare per la variante facile da imboccare poco dopo la partenza

Harakiri, Mayrhogen – Austria

Il nome di questa pista non è forse tra i più felici visto che indica il suicidio rituale dei samurai giapponesi. Se tuttavia vi riempie d’adrenalina sappiate che il percorso è lungo 1.500 metri, con una pendenza massima del 78%. È considerata la pista più ripida dell’Austria e il pericolo principale è rappresentato dal ghiaccio.

Se ci state facendo un pensierino e volete documentare la vostra impresa, tenete a mente che il venerdì dalle 14 alle 15 un fotografo professionista scatta immagini agli intrepidi che decidono di affrontare la pista

Lauberhorn Wengen – Svizzera

Su questo percorso innevto gli sciatori possono raggiungere i centosessanta chilometri orari. Con i suoi 4.480 metri è la pista più lunga e tra le più impegnative del circuito di Coppa. Tra i passaggi mozzafiato la Hundschopf (testa di cane), un salto di quaranta metri tra due rocce. Una volta superata, gli atleti devono continuare a tenere alta la concentrazione: poco dopo c’è infatti una curva di quasi novanta gradi per imboccare uno stretto ponte. È una pista esclusivamente per sciatori professionisti e ogni anno – dal 1930 – ospita il trofeo del Lauberhorn: uno slalom speciale e una supercombinata

 

 

 

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