Matera: 629/a festa di Maria Santissima della Bruna

Fotografia: Cattedrale della Madonna della Bruna a Matera (Shutterstock)

 

 

Dopo l’accordo con la Regione Puglia per la valorizzazione dei siti Unesco divisi fra il ‘tacco’ d’Italia e la Basilicata, Matera si appresta a una giornata di festa attesissima a livello cittadino che richiama ogni anno migliaia di turisti.

Posizionamento di luminarie e cassa armonica per i concerti delle bande da giro, eventi religiosi, luna park, mercatini, ma soprattutto la visita al carro trionfale di cartapesta, nel laboratorio del rione Piccianello, stanno facendo crescere l’attesa a Matera – capitale europea della cultura nel 2019 – per la 629/a edizione della festa in onore della Protettrice, Maria Santissima della Bruna.

E sono soprattutto i turisti, dopo o prima del “giro” negli antichi rioni Sassi, in visita alla basilica cattedrale, riaperta al culto lo scorso anno dopo oltre dieci anni di restauri, a scoprire la festa della Bruna, con la statua della Vergine collocata nella navata centrale del Duomo.

Da qui il percorso naturale di oltre due chilometri – lo stesso della festa del 2 luglio – che dal centro conduce al rione Piccianello sotto le architetture delle luminarie e le vetrine dei negozi, addobbate con i segni della festa. La visita al carro trionfale di cartapesta, realizzata dai giovani artisti locali, Claudia e Raffaele Pentasuglia, ripaga dalla lunga camminata.

Foto, video e selfie immortalano statue, pannelli policromi, angeli e colombi, volti di papi e altri elementi decorativi, che esaltano il tema rappresentato: “I discepoli di Emmaus: icona di un percorso sinodale”. Tanto più che quelle immagini sono destinate a restare uniche perché il carro, dopo la solenne processione serale del 2 luglio, con la scorta dei cavalieri in costume d’epoca, verrà assalito e distrutto dalla popolazione, quale segno “beneaugurante” per l’anno che verrà: proprio l’attacco al carro è uno degli elementi che colpiscono di più coloro che partecipano alla festa per la prima volta. Se il carro è pronto, i cavalieri della Bruna stanno tirando a lucido divise e finimenti per i cavalli.

A guidarli, in tutto 80, sarà il “generale”, Angelo Raffaele Tataranni, che ricopre l’incarico dall’anno 1998 e che da 50 partecipa alla “cavalcata” in costume. Il generale monterà in groppa a Valentino, per il secondo anno consecutivo, uno splendido esemplare di razza frisona. Al lavoro anche l’auriga Bernardo Chiefa, che tirerà il carro con coppie di muli, le confraternite della processione detta dei “Pastori” e l’associazione “Angeli del carro”.

Intenso, in queste ore è il lavoro dell’Associazione “Maria Santissima della Bruna”, del Comune e delle forze dell’ordine, con il coordinamento del questore, Paolo Sirna, per i servizi di accoglienza e in relazione alle nuove direttive sulla sicurezza e al ruolo assunto dalla città per il 2019.

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