Carni bianche preferite dal 54% degli italiani

Fotografia: Carni bianche regine sulle tavole italiane (Shutterstock)

Gelati vegani, scelte alimentari che virano verso alimenti bio e prodotti cruelty free, ricerca del benessere a tavola. Nonostante questi cambiamenti nella spesa degli italiani, il Belpaese non rinuncia al consumo di carne ma lo fa con alcune differenze rispetto al passato.

Carni bianche. E’ il nuovo mantra degli italiani, che negli ultimi cinque anni hanno consumato il 24% in più di polli e tacchini. Al punto che per oltre un italiano su due (54%), le carni avicole sono diventate la principale fonte di proteine.

Chi è a dieta apprezza il pollame perché leggero, digeribile e nutriente, secondo quanto emerso da una indagine Ipsos, illustrata durante l’assemblea annuale di UnaItalia, l’Unione nazionale delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova. Il petto di pollo e i piatti pronti sono un must anche per gli sportivi, chi ha regimi alimentari salutistici, e chi vuol far quadrare i conti nel budget familiare.

Gusto, salute e risparmio sono dunque le chiavi di successo per il consumo di carni avicole che, come sottolinea la ricerca Ipsos, sono tra le più mangiate in Italia, e marciano controcorrente rispetto al mercato, con consumi pari a 21 Kg a testa. Più del doppio rispetto ai 9 Kg pro capite degli anni Sessanta, quando era in voga, in 9 casi su 10, il pollo intero, magari al girarrosto. Oggi, grazie anche alla capacità di innovazione della filiera produttiva e dell’industria alimentare, come sottolineato dal neopresidente di UnaItalia Antonio Forlini, il trasformato e il ‘ready to eat’, i piatti pronti pratici e veloci, la fanno da padrone. Gli italiani, della filiera avicola, dimostrano passione anche per le uova: ne consumiamo 215 l’anno a testa, per un totale di 13 miliardi e 34 milioni di esemplari, annuncia UnaItalia.

Sul fronte produttivo, il fatturato del settore nel 2017 raggiunge 5,85 miliardi, ed è in crescita del 7% rispetto al 2016. “Esportiamo sempre di più, e soprattutto importiamo poco“, dicono gli operatori di una filiera che vede l’Italia classificarsi al sesto posto in Europa come Paese produttore.

Sulla filiera campeggia poi la bandiera tricolore: 18.500 allevamenti diffusi in tutte le regioni e anche nelle aree più interne e remote, 1.600 imprese e circa 64.000 addetti. “Il 100% del pollo e del tacchino consumato lungo la penisola è made in Italy – sottolinea la ricerca Ipsos per UnaItalia – anche se sei italiani su dieci non lo sanno“.

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